Derthona, questa è imperdonabile

di Roberto Torti wVOGHERA Nightmare before Christmas. Pensi e ripensi alla partita, ti chiedi come ha fatto Tortona a perderla e non ti ci raccapezzi. Di una squadra - Piacenza - a cui mancano un po' di cose (ma non gli attributi), il Derthona visto nelle ultime cinque poteva fare un solo boccone. E invece sono stati 40 lunghi minuti a tentare di complicarsi le cose, riuscendovi quasi sempre. Le serie positive ti danno entusiasmo ma possono diventare difficili da gestire di testa: e Derthona di questa classica deriva psico-sportiva ha dato ampia lezione. Comunque, che quello con Piacenza - nei bassifondi, sì, ma due vittorie e una sconfitta di 2 nelle ultime tre partite - fosse un match finto-facile si poteva metterlo in conto, e lo si capisce abbastanza presto. Tortona va 6-0 senza quasi accorgersene e lì si ferma. Dopo la pausa per raccogliere centinaia di peluche caduti sul parquet (in settimana i giocatori li porteranno ai bambini in ospedale), il problema è che rimane in campo qualche pupazzone alto due metri. E' una squadra svagata, quella tortonese, che fa una cosa buona e tre disastri, sbaglia canestri in entrata da pene corporali, mette il piedino fuori quando riceve palla, fa passi in partenza che neanche al minibasket, insomma, quelle cose che capitano dopo che ne vinci cinque di fila e pensi che le cose continuino così, in automatico. E invece no, non funziona così e Piacenza capisce di potercela fare. Resta punto a punto per tutto il primo quarto, con gli americani di casa che sonnecchiano (1 punto in dieci minuti) e il reparto guardie che fa meno del minimo sindacale. Il secondo quarto sembra andare addirittura peggio, Piacenza va avanti di 5 punti (17-22 e poi 19-24) e quando vedi Rombaldoni stoppare Rotondo inizi a pensare male. Poi finalmente i leoni danno un segno di sè, il primo della partita, e l'accoppiata Galloway-Tavernari sistema i conti. Metà partita è andata e Tortona è avanti di due. Il terzo quarto vede ancora Tortona distrarsi e Piacenza riprovare la fuga (31-35 al 33'). Galloway inizia però lo show, va a schiacciare e prendersi fallo e il suo gioco da tre innesca i padroni di casa. Tavernari, Rotondo e Simoncelli chiudono un break da 13-0 (44-35), Stefanini e Losi infilano due triple (47-38) e comincia a tirare aria di vittoria. Ma quattro liberi di Solokas e Rombaldoni in chiusura di frazione riportano Piacenza in partita. L'ultimo quarto è uno spettacolo di basket e di tensione. Si vedranno sette bombe, scelleratezze, invenzioni e ingenuità in un cocktail da paura. Se una partita così la vinci, è il delirio. Tortona però la perde. Va a +5 con Crockett (49-44) ma si fa impattare nel giro di due azioni. Poi è un botta e riposta balistico che ti viene voglia di scendere in campo e ringraziarli tutti. Il vecchio Rombaldoni (ex azzurro, 38 anni) dà una lezione di umiltà ed eccelso professionismo: segna 13 punti negli ultimi 10 minuti, chapeau. I leoni si affidano ai numeri di Galloway e Tarvernari. Sul 63-62, a 30" dalla fine, Losi va in entrata comoda ma la palla resta sul ferro. Rombaldoni invece ne fa due, poi un ingenuo fallo di Tavernari chiude i giochi. Peccato, peccatissimo. Che suicidio.