Pavia, usura dalle banche sotto tiro 150 imprese
di Maria Fiore wPAVIA Mutui e finanziamenti che diventano trappole. Conti correnti che presentano aumenti di costi non giustificati. In un caso, relativo a un'azienda del Pavese, i periti hanno trovato 500mila euro di interessi pagati con tassi usurari. Sono centinaia le imprese pavesi che si sono rivolte alla scietà Sdl, il centro studi con sede a Brescia che offre uno screening gratuito dei conti correnti e dei mutui. E dall'esame delle situazioni bancarie è emerso che circa 150 aziende della provincia di Pavia subiscono usura da parte degli istituti di credito. «In oltre tre anni abbiamo analizzato a livello nazionale più di 100mila conti correnti, 49.250 mutui e oltre 12mila leasing – spiega Giovanni Pastore, responsabile dei rapporti con i media per Sdl –. Sono state riscontrate anomalie nei rapporti con la banca in oltre il 90 per cento dei casi. L'usura supera il 70 per cento. Anche dalla provincia di Pavia abbiamo avuto diverse richieste di controlli, soprattutto da parte di ditte edili, commerciali o manifatturiere». Il rischio di usura bancaria per le imprese aumenta con la crisi, perché più alta è la difficoltà di un'azienda, costretta a fare i conti sempre di più con l'aumento dei debiti, maggiore è la probabilità di rivolgersi alle banche per ottenere credito. E di restare imprigionati in meccanismi poco trasparenti. L'accertamento della società Sdl sui conti dei privati e delle imprese, a cui principalmente il centro studi si rivolge, procede secondo vari passi. Per cominciare si verifica se il tasso applicato è inferiore o superiore al tasso oltre il quale si può parlare di usura. Ogni tre mesi Banca di Italia segnala i tassi effettivi medi rilevati e indica i tassi "soglia" su base annua per ogni categoria di operazione e per diverse variazioni di importo oltre cui si verifica l'usura. L'altro fronte su cui lavora la Sdl riguarda l'anatocismo, ovvero l'applicazione di interessi sugli interessi maturati che fanno crescere il debito in maniera esponenziale. Quando viene rilevata un'anomalia, il privato o il titolare dell'impresa può decidere di fare causa alla banca e trascinarla in tribunale. «Prima di tutto si invia una comunicazione alla banca con le irregolarità riscontrate nel mutuo, finanziamento o conto corrente – spiega l'avvocato di Pavia Pierluigi Vittadini, uno dei legali di riferimento della società Sdl –. Quindi la banca viene citata davanti a un giudice, ma il più delle volte in questi casi l'istituto di credito preferisce transare. Il primo passo dunque è il tentativo di conciliazione. Se l'accordo si raggiunge, il cliente dell'istituto di credito si impegna a rispettare clausole di riservatezza». In altre parole, se la banca paga, la controparte non può rivelarlo. Molti contenziosi, fino a una somma di 5mila euro, vengono definiti davanti al giudice di pace, ma da qualche tempo sono stati anche istituiti, dalle stesse banche, organismi di arbitraggio, come l'Abf, per la soluzione delle controversie.