Il poliziotto litiga con il medico
di Adriano Agatti wPAVIA Il poliziotto-paziente litiga con la dottoressa per il celluare acceso e al pronto soccorso arrivano i carabinieri. Una vicenda dai contorni assurdi quella successa, l'altra sera, al San Matteo nei locali del Dea. Sarebbe bastato un rimprovero per scatenare la reazione dell'agente di polizia (che lavora in questura a Pavia) e da qui il diverbio piuttosto violento con il medico di turno. I carabinieri hanno cercato di calmare il collega ma, nel frattempo, lo hanno anche identificato. La vicenda si dovrebbe concludere senza conseguenze giudiziarie ma è solo uno dei litigi che avvengono nei locali del pronto soccorso del San Matteo. Pazienti che vogliono essere visitati subito, personale teso per turni masscranti e, spesso, anche la totale assenza di un minimo di educazione sono i fattori all'origine di litigi che a volote finiscono anche a cazzotti. Non è stato questo il caso dell'agente di polizia che, l'altra sera, si è presentato in pronto soccorso fuori dal servizio per un problema di salute. L'uomo è stato preso in carico e invitato a sedersi in attesa del medico di turno. All'inizio nessuna protesta. Sembra che l'uomo si sia messo a parlare al telefono con un tono di voce piuttosto alto. La dottoressa di turno lo ha sentito e lo avrebbe invitato a moderare il tono per evitare di infastidire le altre persone in attesa. Un rimprovero che avrebbe scatenato la reazione del paziente. «Sono un agente di polizia – avrebbe detto – e lei non ha il diritto di dirmi cosa devo fare». Parole pronunciate il tesserino esibito sotto il naso del medico. A questo punto è stato chiesto l'intervento die carabinieri.