Il pari sta bene agli azzurri «Bisogna accontentarsi»
dall'inviato wBOLZANO Vincere sempre non si può. «E quando non riesci a fare la partita devi essere bravo a non perderla, è un segno di maturità», chiosa Davide Facchin a fine gara. L'ex di turno è stato ancora una volta protagonista: «La parata più difficile? Quella su Branca, perché mi stavo spostando e rischiavo di essere preso in controtempo», spiega il portiere azzurro, che la stagione scorsa ha sfiorato la B con l'Alto Adige, dove si era trasferito a gennaio: «L'ho sempre detto, qui a Bolzano mi sono trovato a casa e non è facile che succeda se rimani in un posto solo per qualche mese. Abbiamo rischiato di perdere ma anche di vincere, se nel finale Romanini avesse visto Cesarini libero. Il pareggio alla fine ci sta, contro una squadra forte e che ha anche grandi individualità. Qui non sarà facile per le altre squadre fare punti». Facchin concorda con mister Riccardo Maspero, che si dice «contento del risultato, considerando anche le assenze che avevamo. A volte bisogna sapersi accontentare, per poi avere la cattiveria giusta la volta successiva per provare di nuovo a fare i tre punti». Dunque quello del Druso «è un buon punto. Tutte e due le squadre hanno avuto le occasioni al momento giusto e sono convinto che se qualcuno fosse riuscito a sbloccare la gara poi l'avrebbe vinta. Si affrontavano due squadre che sanno tenere bene il campo e mostrano saggezza tattica, e che venivano entrambe da quattro vittorie di fila, quindi sono quelle che stavano meglio. Il campo era in pessime condizioni e credo che abbia penalizzato entrambi». Maspero spiega così la scelta di confermare il 3-4-1-2: «Volevamo impensierire i loro centrali e il play. Abbiamo sofferto a destra, ma sapevamo che loro a sinistra lavorano bene. Poi però quando nella ripresa siamo passati al 4-2-3-1 abbiamo rischiato meno». Anche Vito Falconieri è soddisfatto del pareggio: «Un punto d'oro. Sapevamo che loro sono una squadra forte, e su un campaccio era difficile giocare palla a terra come facciamo di solito, ci siamo più affidati al lancio lungo». Sulla sua prestazione, l'attaccante dice: «Era solo la terza volta da titolare, per il resto avevo giocato solo dieci o quindici minuti finali e non è facile. Alla fine ho accusato un po' di stanchezza. Cosa mi manca ancora? Il gol, per un attaccante è fondamentale. Ma arriverà». (l.si.)