Renzi incontra Francesco Visita tra sorrisi e battute

CITTÀ DEL VATICANO Sorrisi, cordialità, battute. Con Matteo Renzi che sfodera disinvoltura, e papa Francesco che replica con grande disponibilità. Si è svolta in un clima di familiarità l'udienza in Vaticano del Pontefice al presidente del Consiglio, giunto in visita con la moglie Agnese e i tre figli, Francesco, Emanuele ed Ester. Un clima disteso, lungo l'arco delle due ore che Renzi e la sua delegazione hanno trascorso in Vaticano, che però non ha fatto velo alla complessità dei temi affrontati sia nei 30 minuti di colloquio a tu per tu del premier con papa Bergoglio - insolitamente lungo - sia nel successivo incontro con il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. In primo piano, la perdurante crisi economica e la disoccupazione giovanile, rispetto alla quale «si è convenuto sull'importanza dell'educazione per promuovere il futuro delle nuove generazioni», e i timori per i tragici conflitti in Medio Oriente, in Siria, in Iraq, con la preoccupazione condivisa «per il progressivo peggioramento dei conflitti». Con riferimento, poi, al semestre di presidenza italiana della Ue è stata ribadita «l'importanza» dei temi affrontati dal Papa nel suo intervento al Parlamento europeo, il 25 novembre scorso, occasione a cui risaliva l'ultimo rapido incontro tra Francesco e il premier: «Essi risultano fondamentali per l'armonico sviluppo dei popoli europei» si è ribadito. Non si sono perse d'occhio, comunque, le questioni ancora aperte tra Italia e Santa Sede, rinnovando «l'impegno delle parti a proseguire nella mutua cooperazione per risolvere alcune problematiche di natura bilaterale». Anche in Vaticano - dove aveva già incontrato privatamente il Papa con la famiglia il 4 aprile scorso - Matteo Renzi, in abito scuro, con accanto la moglie Agnese in tailleur nero e senza velo sul capo, non ha mancato di mostrare il suo piglio "alieno" rispetto ai protocolli. Subito dopo la stretta di mano all'arrivo nella Sala della Biblioteca ha detto a Bergoglio: «Come sta? Sono mortificato di fare errori sul protocollo, ma l'altra volta il Papa mi ha autorizzato a sbagliare». «Sua eccellenza mi ha indicato bene cosa fare» ha aggiunto riferendosi al prefetto della Casa Pontificia, monsignor Georg Gaenswein. «Non c'è problema» ha replicato il Pontefice. «L'altra volta mia figlia - ha detto il premier a Francesco - aveva portato un disegno del Papa vestito di azzurro, così i fratelli le dissero: "Perché lo hai fatto azzurro? Sembra il Grande Puffo", quindi stavolta niente disegno». Accennando a un colloquio da lui avuto con Napolitano dopo la sua rielezione, e quindi a una battuta fatta dal capo dello Stato, ha aggiunto: «Questo glielo dico dopo», prima che le porte si chiudessero per il colloquio privato. Analoga atmosfera alla riapertura delle porte e alla presentazione del seguito, di cui facevano parte, tra gli altri, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio, l'ambasciatore presso la Santa Sede Francesco Maria Greco. Renzi ha ricordato che i coniugi Delrio «hanno nove figli, noi compensiamo con tre». «Ha vinto il campionato» ha scherzato Francesco. E il premier: «Campionato e Champions League!». Al congedo, il premier ha rivolto al Papa un «grazie di cuore», al quale Bergoglio ha subito replicato: «No, grazie a lei». Quindi ancora qualche scambio informale sulla porta: «Poi magari la cito senza dire la fonte» ha scherzato Renzi.