La Versa, nuove tensioni sulla cessione

SANTA MARIA Nuove tensioni e boatos nella trattativa per il salvataggio della cantina "La Versa": prima dell'assemblea di domenica 21, infatti, per discutere la proposta avanzata dalla cordata bresciana, capeggiata dal manager Abele Lanzanova, i soci potrebbero decidere l'azzeramento del capitale sociale. È questa la voce che sta circolando a Santa Maria della Versa ormai già da parecchi giorni, senza però conferme ufficiali: «I soci stanno pensando di azzerare completamente il capitale sociale – afferma una persona bene informata sui fatti, che però preferisce rimanere anonima -. Se questa sarà la decisione finale, non sarà più necessario convocare l'assemblea del 21, perché nessuno avrà più diritto di voto, in quanto le azioni varranno zero». Una volta azzerato il capitale, poi, l'unica alternativa sarà quella di portare i libri in tribunale, dichiarando il fallimento della società: «Starà poi al giudice decidere il da farsi – spiega ancora la persona -. Però, da quanto hanno riferito i soci negli ultimi giorni, questa potrebbe essere una delle strade percorribili». La proposta di Lanzanova, manager bresciano, infatti, non sembra aver colpito nel segno e molti soci non la considerano valida per salvare la cantina: «La proposta bresciana non è mai decollata, anzi molti soci sono irritati con chi ha portato questa cordata in Oltrepo». . Anche la strada di Broni, ormai, sembra essere tramontata: alla cantina "Terre d'Oltrepo", toccata dalla recente bufera sul vino : ora si sta pensando unicamente alla sua riorganizzazione interna, con la scelta di un nuovo direttore, dopo le dimissioni di Livio Cagnoni, raggiunto da un avviso di garanzia, e la nomina nel 2015 del nuovo consiglio di amministrazione. Non si ha certo il tempo per pensare all'acquisizione di "La Versa"anche se, probabilmente, si dice, un nuovo tentativo avrebbe diviso il cda della Cantina di Santa Maria. C'è, infatti, chi voleva a tutti i costi riaprire i contatti con Broni . Che il momento sia molto delicato lo dimostra il silenzio dei membri del consiglio di amministrazione, con in testa il presidente Alberto Dino Scarabelli, irraggiungibili al telefono. Meglio evitare , probabilmente, commenti o palesare orientamenti: sono giorni caldissimi per il futuro dell'importante realtà dello spumante oltrepadano. Oliviero Maggi