Tensione sui mercati Petrolio verso i 60 dollari
MILANO Non si placano le tensioni sui mercati finanziari, nonostante il rimbalzo di Shanghai (+2,55% dopo il tonfo di martedì), complice anche l'andamento non rassicurante del petrolio che a New York ha registrato una nuova flessione di oltre due punti percentuali, a 62,34 dollari al barile per effetto di un inaspettato incremento delle riserve americane. Si avvicina sempre più la soglia dei 60 dollari al barile, che potrebbe innescare nuovi ribassi che invece di essere accolti positivamente suscitano crescenti fibrillazioni soprattutto sui mercati finanziari. Un segno che l'agitazione è sul brevissimo periodo è arrivato dall'andamento assolutamente anomalo dei tassi di interesse sui titoli della Grecia: la scadenza ad un mese ha visto salire il rendimento al 5,15% mentre le obbligazioni a 3 mesi hanno un tasso del 2,9% e quelli a sei mesi del 2,7%. Ieri era balzato lo spread per il decennale all'8,60% mentre sulle scadenze a tre anni si è arrivati a toccare il 9%. Proprio ieri sono ripresi i negoziati tra la Troika e il governo di Atene: una squadra di tecnici è al lavoro per controllare l'andamento del programma di risanamento dell'economia greca e preparare la strada al ritorno di Clauss Mazuch (Bce), Declan Costello (Ue) e Rishi Goyal (Fmi). Al centro dei controlli del gruppo di esperti c'è lo spinoso problema del buco nel bilancio del 2015 che, secondo la Troika, supererebbe i 2 miliardi di euro mentre, stando ai conti del ministero delle Finanze greco, non sarebbe superiore ai 980 milioni di euro. Al vaglio degli esperti anche la questione dell'aumento delle aliquote Iva e la regolamentazione dei mutui e dei prestiti in rosso. La commissione ieri è intervenuta in modo un po' anomalo per sottolineare il suo assenso alla scelta delle elezioni presidenziali anticipate: questa scelta può «aiutare a rimuovere le incertezze sui mercati». «È una decisione democratica delle autorità greche», ha detto una portavoce della Commissione Ue, sottolineando che il candidato presentato dal premier Antonis Samaras, Stavros Dimas invia un «forte segnale all'Europa» in quanto si tratta di «un ex commissario Ue e un convinto europeo». Inevitabili le ripercussioni negative di Atene soprattutto sull'Italia: all'asta di BoT a 12 mesi i rendimenti sono saliti dallo 0,335 allo 0,418%. Lo spread Btp-Bund ieri ha chiuso a 139 mentre il differenziale con i Bonos iberici è intorno a quota 117. Tutte ancora in calo, seppur moderato, le Borse: Milano ha lasciato sul terreno lo 0,89% come Parigi (-0,84%) mentre Londra ha chiuso a -0,45% e Francoforte è riuscita a spuntare una parità (+0,06%).(a.d.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA