Fiö dla nebia, nuova band

PAVIA "Da Fiö dla Nebia al Fiö dla nebia". E' così che Silvio Negroni (in foto), frontman della band pavese che da un quarto di secolo canta Pavia e la sua gente in dialetto, avrebbe voluto intitolare il concerto che si terrà domani sera a Spaziomusica (ore 21.30, ingresso 10 euro, consigliata la prenotazione con sms al 320.0629556 o mail a spaziomusicapavia@gmail.com). «Alla fine, visto il periodo, abbiamo deciso di scegliere un titolo più a tema, quindi il titolo sarà "Concerto di Natale...o quasi", ma la sua particolarità non saranno le canzoni di Natale - dice Silvio Negroni – Dopo 25 anni di Fiö dla Nebia e oltre 40 di collaborazioni musicali, infatti, doveva arrivare il giorno in cui ognuno di noi avrebbe fatto nuove scelte di vita. Ad oggi, del nucleo originario, costituito dai quattro storici fondatori, ovvero Faliero Cani, Gianfranco Cignoli, Carlo Gatti ed io, al quale si sono aggiunti negli anni Lele Rossi, Max Bernuzzi e Andrea Bacchio, io sono rimasto l'unico "Fiö"». E se è vero che Negroni, con questa formazione ha vissuto «una gran bella storia» ricca di soddisfazioni e di canzoni (il loro repertorio ne conta più di 100), che sono andate oltre le più rosee aspettative e hanno portato il gruppo ad essere una vera e propria leggenda a Pavia, è pur vero che anche lui sentiva l'esigenza di stimoli nuovi. «Il concerto di domani sarà l'occasione per ringraziare tutti della loro collaborazione e amicizia e per dire che non c'è stata alcuna rottura, è il corso naturale delle cose – precisa Negroni – E che la storia continua, con una nuova formazione che oltre a me a voce e chitarra, include Carlo Riboni a tastiere e fisarmonica, Giorgio Maestri al contrabbasso e Stefano Mantegazza alla batteria, e con una connotazione più intimistica che meglio si addice al mio modo di essere oggi». Quanto al repertorio, Negroni e compagni presenteranno alcune rivisitazioni di brani storici de I Fio dla Nebia, tra cui "Il blues del Vampiro" e "Comunque", e due brani inediti. «Il primo, "Cane bassotto", mi è stato chiesto dalla moglie di Cignoli ed è dedicato al loro cucciolo bassotto – racconta Negroni - Il secondo, "Il tarlo di Colombo", è un'idea di Daniela Bonanni, si riferisce ai resti di Colombo conservati nella biblioteca universitaria, della cui esistenza non tutti i pavesi sono informati e parla delle incertezze della vita di Cristoforo Colombo: il luogo della sua nascita, su chi fosse suo padre e il viaggio senza pace delle sue spoglie». E tra i riferimenti al Natale, rispunterà "Nadal a Pavia", dalla poesia di Angelo Gambini, ispirata al presepe che si trova nella cappella del ponte sul Ticino. (m.pizz.)