«Lacchiarella, più controlli nell'albergo abbandonato»

di Giovanni Scarpa wLACCHIARELLA Scritte sui muri, bivacchi, rifiuti. I residenti di via Lombardia ci convivono da 25 anni. I sindaci che si sono succeduti ci hanno provato con le buone o con le cattive a risolvere il problema. Ma l'eco-mostro resiste. Dopo le ultime proteste degli abitanti della zona, anche il nuovo sindaco Antonella Violi sta per firmare l'ennesima ordinanza perchè i proprietari rimettano a posto almeno la recinzione perimetrale del complesso "La Rotonda", ottomila metri quadrati di albergo realizzato negli anni Novanta e mai entrato in funzione. Anzi, mai neppure finito. «Entrano ed escono, soprattutto di notte e noi non ci sentiamo per nulla tranquilli abitando qui di fronte – dice una signora che abita nei palazzi davanti all'eco-mostro che nessuno riesce ad abbattere –. Almeno una volta c'era la rete di cinta che impediva di entrare». Controlli? «Ogni tanto. Ma poi tutto ricomincia come prima». All'interno non è cambiato nulla da quando, quasi 25 anni fa, la struttura fu abbandonata a se stessa. L'accesso è praticamente libero, dal momento che porte ed infissi non furono mai messi. Così come i corrimano delle scale che portano fino al quinto piano. Non esistono neppure le ringhieri ai balconi. Un miracolo che mai nessuno si sia fatto male, fra i suoi saltuari "ospiti". Soprattutto writers e graffittari che ogni tanto disegnano sulle pareti interne. Quasi ottomila metri quadrati di estensione e cinque piani di altezza. Un albergo-fantasma nato e morto poco dopo la sua realizzazione insieme al grande sogno del polo fieristico berlusconiano. Ieri promessa del rilancio economico della zona, oggi rifugio per sbandati, graffitari e giovani bulli che lo utilizzano spesso di notte. L'ingresso all'albergo è libero. L'acqua ricopre le fondamenta. Particolare pericoloso e citato anche in una vecchia relazione tecnica del Comune risalente a quasi otto anni fa, in cui si dice che le «strutture sono in ottimo stato di conservazione, anche se sono da verificare le condizioni delle fondazioni soggette a costante contatto con l'acqua». L'impressione all'interno, ovviamente, è più cruda rispetto alla descrizione asettica della relazione tecnica. Il sindaco, Antonella Violi, ha sulla scrivania pronta per la firma un'ordinanza in cui si intima ai proprietari (una famiglia di imprenditori pugliesi) di pulire l'area e ripristinare la recinzione. Ma la soluzione definitiva della vicenda sembra essere ancora lontana.