Stermina la famiglia e poi si spara
ANCONA «Il bambino è l'unica cosa che mi è rimasta. I figli sono l'unica cosa che conta», scriveva su Facebook solo 2 settimane fa. Ma neanche l'amore per il figlioletto Christian, 5 anni, ha fermato Daniele Antognoni, 38enne di Numana (Ancona) che ieri mattina in un raptus di follia non ha esitato a fare fuoco più volte contro il bimbo dopo aver colpito a morte con più proiettili al torace la moglie, Paula Corduneanu, romena di 29 anni da cui si stava separando. Poi ha puntato l'arma su di sè, una Beretta calibro 9x21 regolarmente detenuta, sparandosi un colpo alla testa. Teatro della tragedia il pianterreno di una villetta in via Urbino, frazione di Marcelli, dove la famiglia aveva convissuto fino a settembre scorso. Una manciata di minuti prima di essere uccisa, alle 11.15, Paula aveva allertato il 112. Daniele l'aveva chiamata dicendo che voleva vedere il figlio. «Mio marito sta arrivando qui e, conoscendolo, sapendo che ha delle armi, ho paura che faccia del male al bambino», aveva detto la donna ai militari che le avevano consigliato di non aprire la porta. Ma forse la giovane si è lasciata convincere dall'ex e l'ha fatto entrare. Quando i carabinieri sono arrivati, verso le 11.30, si sono trovati di fronte a un massacro consumato appena qualche istante prima: Paula a terra agonizzante, il bimbo e l'omicida accanto a lei. Il cane, un pitbull, chiuso in un'altra stanza che abbaiava furiosamente. Antognoni aveva forse premeditato il delitto, perché ha portato con sè la pistola e probabilmente ha sparato appena entrato, esplodendo almeno 5-6 colpi. Gestore di un negozio di abbigliamento a Marcelli, dove lavorava a volte anche la moglie, aveva il pallino delle armi e le deteneva soprattutto per uso sportivo, il tiro a segno. Su Facebook aveva scritto post come questo, che ora suonano sinistri: «Non per vantarmi ma anche oggi non ho ucciso nessuno».