Brega, diffida alla Rai per bloccare la fiction
I ladri hanno approfittato dell'assenza del padrone di casa e hanno svaligiato l'appartamento. Il colpo è stato messo a segno, l'altro pomeriggio, in viale Sicilia. I ladri hanno preso di mira l'abitazione di Antonio Garofalo. Sono entrati in azione di pomeriggio naturalmente in assenza del padone di casa. Hanno forzato una porta finestra e hanno fatto irruzione. Gli scassinatori hanno agito praticamente indisturbati. Come succede sempre hanno rovistato da ogni parte e si sono impossessati di un computer e di numerosi oggetti preziosi. Poi si sono allontanati senza che nessuno li vedesse. Il furto è stato scoperto al rientro dei padroni di casa che hanno chiesto l'intervento della polizia. Gli agenti della volante hanno eseguito un sopralluogo. di Maria Fiore wPAVIA Una diffida e la minaccia di una richiesta danni se la trasmissione andrà in onda. È guerra aperta tra gli avvocati di Pier Paolo Brega Massone, il medico pavese al centro del caso giudiziario sui rimborsi gonfiati per operazioni che la procura di Milano giudica inutili, e la Rai, che ha deciso di inserire di nuovo nel palinsesto la docu-fiction su Brega Massone. La trasmissione "L'infiltrato-operazione clinica degli orrori" è prevista per sabato sera, alle 21.30, su Rai3, ma i legali del medico, Luigi Fornari e Vincenzo Vitale, stanno tentando di scongiurare in ogni modo la messa in onda. «La trasmissione pregiudica l'immagine del nostro assistito, perché non ci sono ancora sentenze definitive sui processi – dicono i legali –. Soprattutto per quanto riguarda l'accusa di omicidio volontario, che nel trailer del programma viene data già per dimostrata». Per questa contestazione l'ex primario e chirurgo toracico della Santa Rita è stato condannato in primo grado all'ergastolo, mentre è di 15 anni e mezzo la condanna in secondo grado per l'accusa di truffa e lesioni volontarie per gli interventi a cui sono stati sottoposti i pazienti. La trasmissione metterà in fila in stile narrativo, con l'attore Andrea Renzi a vestire i panni del chirurgo, gli atti di indagine, le intercettazioni telefoniche, i filmati e i momenti cruciali dei processi, dall'avvio dell'inchiesta, nel 2007, fino a oggi. Gli avvocati si erano già opposti alla messa in onda del programma presentando subito un ricorso al tribunale di Roma. I giudici, però, non si erano pronunciati nel merito perché la Rai aveva deciso di togliere la trasmissione dal palinsesto. Pochi giorni fa la marcia indietro, che ha colto di sorpresa gli stessi avvocati. «A questo punto non c'è più il tempo per un provvedimento di urgenza», spiega l'avvocato Fornari. Ma i legali non sono rimasti a guardare. Hanno mandato una diffida al direttore della Rai, Andrea Vianello, al presidente Anna Maria Tarantola, alla società di produzione, al ministro della giustizia Andrea Orlando e al garante dei diritti dei detenuti della regione Lombardia. E domani, a Roma, ci sarà una conferenza stampa nella sede dei Radicali, che già avevano preso posizione sulla detenzione di Brega Massone, che in cella ha trascorso finora quasi cinque anni, e sulla mancata concessione di una perizia super partes nei processi. «Non si vuole impedire il diritto di cronaca e critica – spiega Fornari –, ma difendere il principio della presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva, che nel caso di Brega Massone non c'è ancora». Il verdetto della Cassazione deve arrivare anche per l'accusa di truffa e lesioni volontarie. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA