Quel messaggio della zia su Facebook «Bastardi, costituitevi», e scoppia il caso

«InFausto pensiero». Con questa frase in cui la lettera F maiuscola "stacca" un nome proprio maschile all'interno dell'aggettivo infausto, Antonella Stival, zia del papà del piccolo Andrea Loris ucciso a Santa Croce Camerina, sul suo profilo Facebook è sembrata alludere a una persona che riterrebbe implicata nella morte del bambino. A questa sorta di suggerimento criptato, la donna ha fatto seguire la frase «Bastardi, costituitevi». Un invito che è sembrato rivolto a persone precise. Poche ore dopo, però, Antonella Stival ha corretto il tiro e sempre su Facebook ha voluto puntualizzare di non avere alcun elemento sull'omicidio e di aver da solo sfogo alla sua angoscia: «I miei pensieri – ha spiegato – non fanno riferimento alla mia diretta conoscenza delle cose ma sono il frutto di miei pensieri addolorati da questa tragedia che ha colpito la mia famiglia». Quelle parole però, in un paese scosso dalla morte di Loris e da giorni sotto una pressione mediatica fortissima, hanno avuto una conseguenza immediata: Fausto Mandarà, genero di Orazio Fidone, il cacciatore che ha scoperto il cadavere del bambino, ha annunciato «le opportune iniziative in sede legale nei confronti di chi ha postato su un social network» il suo nome per un presunto coinvolgimento indiretto nel caso. «Non conosco la signora – ha chiarito – e non ho avuto alcun coinvolgimento nell'inchiesta, sono stato sentito come tanti altri, ma sono completamente estraneo a tutta questa vicenda». «Io ho le spalle larghe e sono pronto ad affrontare tutto, se serve a fare luce sulla tragica morte del bambino, ma lasciate in pace la mia famiglia» ha detto Fidone, che finora è l'unico indagato nella vicenda, come "atto dovuto" per eseguire accertamenti irripetibili sulle sue auto e sugli abiti che indossava quel giorno. In piazza l'uomo non ha voluto commentare gli sviluppi dell'ultima ora spiegando di «non sapere cosa sta succedendo».