Mancini non ha risolto il rebus e il mercato è un'incognita

MILANO Se lottare solo per il terzo posto lo demoralizza, figurarsi cosa significa per Roberto Mancini trovarsi al dodicesimo, più vicino alla zona che manda in serie B che a quella che vale l'Europa. È la realtà della sua Inter, ben diversa da quella che lasciò sei anni fa e, tutto sommato, ancora molto simile a quella in crisi di risultati e identità guidata da Walter Mazzarri fino a 4 partite fa. Non sempre i cambi in panchina a stagione in corso danno la scossa. Dopo un pareggio e due sconfitte il rebus ereditato da Mancini è ancora più complicato da risolvere. L'unica consolazione per la Milano nerazzurra è che quella rossonera naviga in acque poco meno agitate. In città il calcio non regala gioie da tempo e, anche alla luce dell'ultimo derby, nessuno tende a illudersi per il futuro a breve termine. In casa Inter la qualità non abbonda nella rosa e nemmeno la personalità visto come ha sofferto la squadra in casa nel secondo tempo contro l'Udinese. Né è detto che possa risolvere molti problemi il mercato di gennaio. Mancini ha spiegato di voler fare il punto sui rinforzi alla fine del girone di andata. Da Lavezzi a Cerci, passando per Lucas Leiva, si fanno tanti nomi ma difficilmente il club potrà fare grandi investimenti per provare a raddrizzare la classifica.