Protesta al ponte del Po «Più forti dei Forconi»

Lavori per rimediare all'inconveniente delle infiltrazioni d'acqua alla biblioteca Comunale di Gropello Cairoli (nella foto): l'amministrazione municipale guidata dal sindaco Giuseppe Chiari, dopo il sopralluogo dei tecnici comunali, ha deciso di stanziare 1000 euro per sistemare il tetto che perdeva acqua. «Il problema principale – spiega il sindaco Giuseppe Chiari – era legato alle infiltrazioni d'acqua dal tetto e quindi abbiamo cercato di risolverlo con questo piccolo intervento». Per quanto riguarda i lavori pubblici, la giunta ha deciso di mettere mano anche al verde pubblico con il taglio di quattro piante nei pressi della biblioteca e della storica villa Cairoli. MEZZANA BIGLI Un anno dopo i Forconi, torna la protesta in Lomellina. Ieri era il secondo giorno di presidio del "Coordinamento 9 Dicembre" al ponte sul Po della Gerola. Un'altra giornata di volantinaggio e di sensibilizzazione rivolti agli automobilisti di passaggio sul viadotto di Mezzana Bigli per promuovere una protesta contro il governo, accusato di non aver dato risposte ai ceti e alle categorie più colpite dalla crisi. Il gruppo organizzato che l'anno passato, proprio dal 9 dicembre, presidiò per diversi giorni, unitamente ad altri movimenti popolari, l'area di carico dei carburanti all'Eni di Sannazzaro, ha confermato tre giornate di mobilitazione, da domenica scorsa sino a questa sera: tre giorni di presidio attivo al ponte sul Po della Gerola con striscioni, bandiere tricolori e volantinaggio a tutto campo. Gli automobilisti di passaggio, costretti a rallentare per la presenza della strettoia che delimita il transito ai soli mezzi leggeri, hanno ricevuto un volantino con elencati i motivi della protesta. Molti di essi hanno condiviso l'impegno dei volontari del coordinamento; qualcuno ha commentato: «Si tratta di una protesta civile che tocca tutti perché disoccupazione, tasse, agricoltura ed industria al tracollo sono problemi da condividere». Stefano Sanviti, agricoltore di Valle e portavoce lomellino del coordinamento, annuncia: «Il 9 dicembre scade l'ultimatum dato al governo. Da stasera, dopo le mancate risposte più volte sollecitate, scatterà la nostra protesta ufficiale. Qui al ponte sul Po c'è la rappresentanza pavese, ma in ogni provincia italiana sono stati mobilitati migliaia di attivisti. Ci stiamo organizzando per indire un corteo di almeno un milione di cittadini arrabbiati a Roma, poco dopo Natale. Faremo sentire il nostro disappunto con cortei ed occupazioni a Roma». Il movimento sceso in strada nel 2014 tiene a distinguersi dai Forconi dello scorso anno. «Non ci chiamiamo Forconi – dicono i portavoce – perchè quel movimento si è sfaldato, mentre noi vogliamo continuare la nostra battaglia senza strumentalizzazioni, come Coordinamento 9 dicembre». Intanto ieri, il picchetto non ha creato problemi di interruzione al traffico nonostante la presenza preventiva di due pattuglie di carabinieri e Polizia di Stato. «Siamo gente civile – ribatte Sanviti – e siamo qui per raccogliere consensi e solidarietà. Il nostro ultimatum di un anno, dal 9 dicembre del 2013 al 9 dicembre di oggi, sta per scadere. Solo dopo passeremo ai fatti». Paolo Calvi