Ancora tagli da Roma, valli in rivolta

di Carlo Gobbi wVARZI «L'ennesima beffa a carico dei Comuni». E' un coro unanime: i sindaci delle valli insorgono contro il provvedimento governativo che prevede il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli dei paesi con sede municipale fra i 281 e i 600 metri di altitudine. Da un giorno all'altro ai Comuni è stato comunicato un altro taglio di trasferimenti statali, contemporaneamente è stato detto alle amministrazioni: «Recuperate quei soldi facendo pagare l'Imu sui terreni agricoli». Ma ci sono due esenzioni: i proprietari che hanno dato in affitto i terreni e chi esercita l'attività agricola pagando direttamente i contributi previdenziali. A questo punto gli amministratori temono che nelle casse comunali non rientri più la cifra «tagliata» a tavolino, senza contare i possibili danni (futuri) all'ambiente e le difficoltà imposte ai cittadini. «E' vero che si parla di una proroga – sottolinea il primo cittadino di Varzi, Gianfranco Alberti – ma questo non sposta di una virgola il problema. Per noi il taglio è di 70mila euro, il provvedimento non tiene conto del ruolo svolto dall'agricoltura a livello di prevenzione del dissesto idrogeologico e tutela del territorio». «Come primo cittadino di Ruino – rileva Sergio Lodigiani – invito tutti i sindaci della comunità montana a fare fronte comune contro questa riforma e se necessario andare anche a Roma per far sentire la nostra voce. Per noi si tratta di un taglio di 67mila euro». «Speriamo che il decreto possa essere rivisto – spiega il sindaco di Bagnaria, Mattia Franza – Le aree montane devono essere sostenute e non colpite dalle tasse». Solo tre Comuni (Romagnese, Menconico e Brallo) sono esenti da questo provvedimento. «Ci tolgono 64 mila euro, il tutto dopo l'assestamento di bilancio. I terreni potrebbero essere abbandonati, con aumento di frane – dichiara il sindaco di Montesegale, Carlo Ferrari – E' un ulteriore costo per lo Stato». «Un agricoltore di Sant'Alberto di Butrio non può pagare le stesse tasse di un residente di Rivanazzano Terme – sostiene il primo cittadino di Ponte Nizza, Tino Pernigotti – Non è ammissibile fare sborsare altri soldi ai nostri residenti». «E' assurdo pagare perchè la sede del mio municipio si trova sopra i 600 metri – afferma il sindaco di Val di Nizza Franco Campetti – Gli 80 euro di Renzi non devono penalizzare territori svantaggiati come il nostro». Molto critico anche il primo cittadino di S. Margherita Staffora, Andrea Gandolfi (ha collaborato Mattia Tanzi).