Primarie a sinistra, Verza si candida «contro gli apparati»
VIGEVANO Risuona la canzone "Siamo chi siamo" di Luciano Ligabue nel ridotto del Cagnoni per la presentazione del programma di Barbara Verza, candidata alle primarie del Pd. Ad ascoltarla un'ottantina di persone, con Giorgio Lazzaro in veste di presentatore. A introdurla il sindaco di Abbiategrasso Luigi Arrara e la parlamentare pavese Chiara Scuvera. Verza parla della local tax, ultima innovazione del governo Renzi, che la candidata promette di "spalmare" in rate mensili per «non gravare sui bilanci delle famiglie». E aggiunge: «Possiamo risparmiare un milione di euro». Impiegata 43enne e mamma, Barbara Verza è capogruppo Pd in consiglio comunale. Si presenta al Cagnoni in pantaloni e giacca scuri con dolcevita bianco. Appena un po' di emozione quando comincia a leggere il suo discorso, ma svanisce quando inizia a parlare a braccio. Un sorriso quasi imbarazzato accompagna le frecciatine ai suoi avversari Michele Bozzano e Valerio Bonecchi, senza mai nominarli. «L'unico ticket che farò sarà quello con la gente – ironizza –. Mi hanno chiesto di fare un passo indietro, ma noi facciamo solo passi avanti per cambiare passo». In platea l'ex sindaco di Garlasco Enzo Spialtini, il consigliere comunale Luca Bellazzi, vicino a un gruppetto di sostenitori della civica targata Bellati-Campari, tra i quali Luca Danesini e il musicista Fabio Coppini. Pochi i nomi della nomenklatura Pd, peraltro nemmeno invitati: «La mia candidatura non è calata dall'apparato pavese». Nel programma stop al consumo del territorio, miglior impiego della polizia locale e riduzione delle tasse. «In 5 anni – dice Verza – non mi sono mai voluta occupare di welfare e pari opportunità, come di solito si chiede alle donne in politica, ma ho voluto far parte di commissioni che si occupavano di temi nuovi per me, per crescere». (a.bal.)