Imu agricola, la rivolta dei Comuni
SANTA MARIA DELLA VERSA Sindaci oltrepadani sul piede di guerra, dopo la pubblicazione del decreto ministeriale che obbliga il pagamento dell'Imu sui terreni agricoli anche in quei Comuni, che finora erano esenti. L'esenzione piena rimarrà solo nei municipi collocati ad oltre 600 metri sul livello del mare (in provincia di Pavia sono Brallo di Pregola, Menconico e Romagnese), mentre fra 281 e 600 metri sarà limitata ai terreni posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali. Di fronte al coro di proteste per la mazzata, ieri sera il sottosegretario Baretta ha annunciato una proroga di sei mesi, lasciando intendere che il governo è disponibile ad una modifica del decreto (vedi servizio a pag. 9). Ma c'è forse più di uno spiraglio perchè anche il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, sostiene che «Il rinvio del pagamento dell'Imu agricola, attraverso una modifica delle modalità relative all'applicazione del decreto legge è la soluzione giusta ai problemi attuativi emersi. Stiamo lavorando per garantire il migliore equilibrio nell'interesse dei territori coinvolti e delle imprese agricole – conclude Martina - a partire dalla conferma delle esenzioni per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti». Sono 33 i Comuni dell'Oltrepo interessati. Una vera e propria stangata per i municipi , visto che questi soldi, prima trasferiti dallo Stato, ora dovranno essere recuperati dalle tasche dei cittadini, con il rischio che il mancato introito mettà in difficoltà i bilanci delle amministrazioni. «La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno a pochi giorni dalla scadenza del pagamento Imu – attacca Maurizio Ordali, sindaco di Santa Maria della Versa (550 metri) -. Si tratta di un comportamento vigliacco dello Stato nei confronti dei Comuni, portato avanti da funzionari che molto spesso non conoscono i problemi del territorio. E' un provvedimento che genererà molta confusione». Ordali dovrà recuperare dai proprietari di terreni 194 mila euro. Dello stesso avviso il sindaco di Golferenzo (464 metri), Claudio Scabini, che dovrà chiedere ai concittadini 24 mila euro di Imu per i terreni agricoli: «Lo Stato ti taglia i fondi e sei obbligato a chiederli ai cittadini – afferma il primo cittadino -. Alla fine tutti i tagli ricadono sul Comune, l'ente più vicino alla gente, dove siamo noi a metterci la faccia». E il taglio di 19 mila euro al Comune di Canevino (410 metri) rischia di mettere in difficoltà le casse municipali del piccolo centro collinare: «Con tutte le tasse che ci sono già da pagare, adesso arrivano anche quelle sull'agricoltura. È un disastro – è il parere del sindaco Luigi Chiesa -. Questo provvedimento mette a rischio il bilancio di quest'anno e ancora di più quello dell'anno prossimo». Dopo la levata di scudi delle associazioni agricole di categorie, dell'Anci e di molti deputati, il governo sta valutando la proroga del pagamento a giugno 2015, per avere il tempo di rivedere i criteri di esenzione. Ma una proroga di sei mesi poco cambia per i Comuni, costretti ancora una volta a rivalersi sui propri concittadini. «E' un provvedimento che va a penalizzare zone già classificate a basso valore, con problemi seri – afferma Paolo Fiocchi, sindaco di Rocca De' Giorgi (219 metri, 44 mila euro da recuperare) – Speriamo che ci siano delle modifiche». Oliviero Maggi