Rientro dei capitali, la sanatoria è legge

ROMA La definizione più azzeccata, probabilmente, l'ha data Bruno Tabacci: la norma approvata ieri al Senato - con 119 sì, 61 no e 12 astenuti - è «l'ultima chiamata per i furbetti». Per favorire il rientro dei capitali, infatti, viene introdotta la "voluntary disclosure" - collaborazione volontaria - che permetterà a chi possiede somme di denaro nascoste all'estero di autodenunciarsi, evitando così condanne penali. Inoltre chi deciderà di usufruire della misura potrà beneficiare di alcuni sconti su interessi e sanzioni e sarà immune anche dal nuovo reato di autoriciclaggio, introdotto insieme alla collaborazione volontaria. La procedura potrà essere attivata entro il 30 settembre 2015 per i reati commessi fino allo stesso giorno del 2014. Il ministro Padoan ha espresso «soddisfazione» in una nota diramata dopo l'approvazione del Senato e ha sottolineato che «si tratta di un provvedimento atteso da tempo ed equilibrato, che ha concluso l'iter parlamentare grazie alla collaborazione dei gruppi di maggioranza e all'atteggiamento costruttivo delle opposizioni». L'intervento, dice il ministro, «è innovativo perché, rispetto alle precedenti misure per il rientro dei capitali, non è un condono in quanto l'imposta dovuta si paga per intero». Ma la novità più attesa è quella dell'introduzione del reato di autoriciclaggio, una norma invocata da tempo per combattere la criminalità organizzata. Il paradosso, infatti, è che per il crimine di riciclaggio sono necessari due delinquenti: quello che commette il primo reato - ad esempio: lo spaccio di droga - e quello che ricicla i proventi dell'illecito. Se le due figure dovessero coincidere l'infrazione non sarebbe punibile. Nell'autoriciclaggio, invece, il soggetto dei due reati è lo stesso. Le sanzioni previste nel testo della legge sono il carcere e una multa dai 2mila e 500 ai 12mila e 500 euro quando il reato presupposto ha pene inferiori ai 5 anni di reclusione; il carcere fino a 8 anni e una multa da 5mila a 25mila euro negli altri casi. È previsto un aumento delle pene se il reato è commesso nell'esercizio di un'attività bancaria o finanziaria. Ha destato qualche critica l'introduzione della clausola sul «godimento personale». Il reato, infatti, non verrà punito «quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla utilizzazione o al godimento personale» purché, precisa il testo, non ci sia stata l'intenzione in tal modo di occultare i frutti del reato. Un aspetto introdotto in fase di stesura per evitare di punire due volte uno stesso soggetto (nel caso dello spaccio: il commercio di droga e l'acquisto di un frigorifero con i proventi del crimine). Tuttavia, come ha già sottolineato l'ex magistrato Bruno Tinti su "Il Fatto Quotidiano", c'è il rischio che «alla fine, tutto sarà destinato a "godimento personale", altrimenti perché avrei commesso il reato con cui mi sono arricchito?». Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha definito il provvedimento su Twitter: «Un fatto concreto». Il responsabile economia del Pd Taddei, ha parlato invece di «passaggio epocale».(a.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA