«Così abbiamo ridato linfa a questo show»
DALLA PRIMA DELL'INSERTO «Parto – spiega l'amministratore delegato – da una riflessione personale, utile come spiegazione per capire cosa è successo in questo tormentato periodo di organizzazione del Motor Show. Uso una metafora da Formula 1, in linea con il nostro evento». Farà piacere anche al vostro pubblico... «Nel corso di questo anno mi sono sentita come un pilota a cui veniva chiesto di alzare il piede dall'acceleratore per far passare qualcuno. Non un compagno di squadra ma, incredibilmente, un avversario che correva per un'altra scuderia. Gli ordini dai box sono da sempre un argomento tabù e – devo essere onesta – non sono arrivati dal mio team, ci mancherebbe altro...». E da chi, allora? «Semmai da un nutrito gruppo di giornalisti, di addetti ai lavori, di cosiddetti "esperti del settore". Beh, io non ho alzato quel piede dal gas, anzi ho spinto più forte e con la mia "macchina" alla fine sono – siamo – arrivati a vincere il Gran premio. Ora sul podio arrivano i complimenti di tutti, ovvio». Succede sempre così. Valentino Rossi dice: «I giornalisti sono come le donne, quando vinci arrivano sempre»... Che fate ora con i complimenti? «Li accettiamo. E sul nostro carro del vincitore facciamo salire tutti: il Motor Show è una festa. Una festa alla quale sono tutti invitati, senza rancori. E senza esclusioni». Il Motor Show ha iniziato la sua corsa on line, è diventato molto "social", sembra aver ritrovato quella forza "dal basso" delle primissime edizioni. È una sensazione corretta? «Sicuro, non è un caso che più che concentrarci sull'elenco delle marche presenti abbiamo cercato in tutti i modi di mettere in piedi un evento bello, credibile, di forte appeal per il grande pubblico. E poi è sempre la stessa storia: se hai il pubblico, il grande pubblico, la case automobilistiche arrivano. Sotto questo profilo strategico vanno inquadrate le esibizioni di Ken Block con la sua Fiesta da 650 Cv, il concerto di Bob Sinclair, di Benny Benassi & Friends, con un evento straordinario per il Motor Show di Bologna che rimarrà aperto fino a notte e con 19 star della musica elettronica italiana si sfidano nel Paddock Party». I giovani la fanno da padrone? «Certo, il Motor Show è un evento giovane anche se arriva da lontano: i rocker faranno da apripista alle all star della musica elettronica italiana che si esibiranno dalle ore 20. E avremo tutti i più importanti deejay italiani che concluderanno un week end dedicato alla musica e ai motori. Tra di loro Albertino e Rivaz e altri che si faranno conoscere molto presto, anche grazie a quest'evento unico che l'instancabile fantasia e capacità di aggregazione di Benny Benassi. E poi non a caso avremmo le gare del motocross, dei quad, l'esibizione delle Formula 1 e il famoso Ken Block di cui parlavo prima. Sono tutte cose che fanno impazzire i giovani». Ho notato che lei non chiama mai il Motor Show salone. C'è un motivo? «Salone mi dà l'idea di un'esposizione con i tappeti persiani, le piante a delimitare gli stand e le modelle sulle macchine. Roba vecchia. Noi abbiamo messo in piedi un evento molto diverso. Penso funzionerà». E le case automobilistiche come hanno reagito? «Benissimo, le dico solo che qui Nissan porterà le sue micidiali Nismo, auto truccatissime e potentissime, e un'installazione pazzesca, con un robot-portiere a cui è impossibile fare gol. Per non parlare poi dell'esibizione delle Formula 1 elettriche o della Mercedes che farà concludere proprio da noi il suo colossale Road Show per far toccare con mano le nuove Smart. Sono solo alcuni esempi, ma dimostrano che giovani sono nel mirino di tutti. In ogni caso ci tengo sottolineare che il Motor Show non sarà solo questo, ma anche un'importante spazio per la sicurezza stradale, per le prove di prodotto e per i convegni, legati al momento di crisi che stiamo vivendo». In mezzo a tanta festa ci sarà spazio per la crisi? «Il giorno prima dell'inagurazione (oggi, ndr) è in programma il convegno "L'economia della distribuzione auto, premesse e sviluppo di un modello sostenibile in un mercato maturo". Il titolo dice già molto per un Anticrisi Day che si fa promotrice di un evento all'insegna di riflessioni di qualità ed utilità e con l'obiettivo dichiarato di sostenere il tesseramento 2014 dell'omonima Onlus. Un'organizzazione che persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale attraverso opere di beneficienza indiretta. Temi, molto cari proprio al pubblico più giovane». Vincenzo Borgomeo @VikyBorgomeo ©RIPRODUZIONE RISERVATA