Scorta al sindaco Marino, Roma nel caos
di Maria Berlinguer wROMA Ignazio Marino deve essere messo sotto scorta perché la sua incolumità è a rischio. È quanto dichiara il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che ieri ha incontrato il sindaco della Capitale. Marino non dovrà girare più in bicicletta accettando di essere protetto dalle forze dell'ordine perché secondo le intercettazioni in mano alla procura sarebbe in pericolo. L'inchiesta "Mafia Capitale" continua a terremotare la politica romana e rischia di allargarsi anche alla Regione tanto da spingere il governatore Nicola Zingaretti, a sospendere le gare delle assegnazioni in corso, in attesa di sapere se società finite nell'inchiesta della procura abbiano partecipato a bandi pubblici della Regione. Il presidente del Lazio vuole sapere se il sistema che sta scoperchiando la procura abbia ramificazioni anche alla Pisana, dopo che un assessore, Patanè e il capogruppo del Pdl, Gramazio, sono finiti nell'inchiesta. Anche il Campidoglio vuole vederci chiaro su appalti e gare. Tanto da aver chiesto aiuto a Raffaele Cantone. Infatti, dopo aver incontrato il neo commissario del Pd a Roma, Matteo Orfini che gli ha garantito il sostegno del partito, il primo cittadino si è recato negli uffici del presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione con l'assessore al Bilancio Silvia Scozzese. A Cantone, Marino ha chiesto «di visionare uno per uno» tutti gli appalti dubbi o opachi già assegnati dal Comune, anche durante la gestione precedente, quella in cui il sindaco di Roma Capitale era Gianni Alemanno, finito anche lui nell'inchiesta sul malaffare romano. A Cantone Marino ha chiesto di costituire un pool di esperti per esaminare tutto il sistema degli appalti. «Faremo le verifiche e procederemo al commissariamento di quegli appalti conquistati grazie alla corruzione», ha risposto Cantone. Al momento il primo cittadino non ha consegnato a Cantone la documentazione ma ha annunciato che fornirà una lista degli appalti sospetti perché l'Anticorruzione possa avviare le verifiche necessarie. L'Autotità ha infatti facoltà di effettuare controlli sulle società partecipate dagli enti pubblici e per questo Cantone ha precisato che non sarà creato un «pool ad hoc di esperti». «Gli anticorpi contro la corruzione sono stati inseriti da troppo poco tempo, prima si era senza difese e anzi si è fatto finta di non vedere», ha detto Cantone più tardi in un'intervista radiofonica a proposito di quanto sta svelando l'inchiesta su Roma Capitale. «Roma non ha mai vissuto una situazione del genere», assicura anche Pecoraro. Sul tavolo del prefetto c'è ancora anche l'ipotesi dello scioglimento del Comune, come chiesto con forza dal M5S. Il prefetto ha confermato che esaminerà la pratica prima di decidere come procedere. Il commissariamento è già stato sconfessato da Orfini. «Significherebbe seguire la linea della mafia e dei poteri criminali che hanno provato a infiltrarsi anche in questa amministrazione», ha detto il presidente del Pd a proposito del commissariamento. Lo stesso Angelino Alfano del resto non spinge per questa soluzione. «Roma non è una città sporca, è una città sana, se c'è qualcuno che ha rubato va punito quel qualcuno senza criminalizzare un'intera comunità e una città che è sana e forte», ha detto al Tg5 il ministro dell'Interno. «Sciogliere o meno il Comune non è una mia decisione, certo ci sono mele marce ma la nostra giunta fin dall'inizio ha dimostrato di rappresentare un cambio di rotta» ha detto in serata Marino a "Otto e mezzo". «Questa città ha bisogno di una guida salda che noi possiamo garantire e che la porti fuori dal porto delle nebbie, questa sarà la sfida della mia vita», ha aggiunto Marino. ©RIPRODUZIONE RISERVATA