«Campanili della Certosa da mettere in sicurezza»
CERTOSA Sono da mettere in sicurezza i campanili della Certosa. Un primo intervento urgente è già stato eseguito su una delle cuspidi, fa sapere la Soprintendenza ai Beni architettonici che ora può disporre del milione di euro stanziato l'estate scorsa dal Ministero dei Beni culturali. «Presto interverremo sugli altri piccoli campanili che vanno necessariamente messi in sicurezza – spiega l'architetto Alberto Artioli, Soprintendente per i Beni architettonici della Lombardia -. Poi risolveremo i problemi riscontrati nei cotti del chiostro, mentre la Soprintendenza ai Beni artistici si concentrerà su alcuni restauri». Degli interventi da effettuare con il milione di euro si è parlato ieri durante il tavolo tecnico che si è svolto nella sede del Demanio in corso Monforte a Milano. Presenti le Soprintendenze, il Provveditorato alle opere pubbliche, Regione, Provincia e Comune. Assenti i monaci che per ora non hanno dato l'ok al prolungamento degli orari di apertura. «Una decisone che ci tiene in scacco e che mette in difficoltà il circuito locale legato all'accoglienza – sostiene il sindaco di Certosa Marcello Infurna -. Rischiamo infatti di perdere una grande occasione, quella di attrarre turismo e creare economia. Tutto il tavolo si è infatti trovato concorde sulla necessità di una maggiore fruibilità del bene, mentre, di fatto, la situazione non cambierà, neppure in vista di Expo». Intanto proseguono le opere di manutenzione conservativa e si provvederà al restauro degli apparati decorativi e del coro ligneo, all'adeguamento impiantistico e ad altri interventi minori nel museo e nella biblioteca. «E' terminato il rifacimento della copertura della foresteria – spiega Artioli – e si stanno sistemando i serramenti del chiostro grande e delle celle. Poi ci occuperemo dei tetti del torchio, del capitolo e della chiesa e verranno rifatti i bagni». Quasi terminato l'impianto elettrico e, fa sapere Letizia Lodi, della Soprintendenza ai Beni artistici e direttrice del museo della Certosa, i monaci, con fondi propri, sono intervenuti per il restauro dei punti ammalorati della pavimentazione in cotto del chiostro. Se il Comune punta su area camper e trenino, al tavolo di ieri l'assessore provinciale Emanuela Marchiafava ha presentato le iniziative rivolte alla valorizzazione del monumento. «Ad esempio il bus navetta che collegherà Famagosta agli itinerari turistici, tra cui Certosa – sottolinea l'assessore Emanuela Marchiafava -. Siamo in costante collegamento con la direzione del museo con cui lavoriamo in modo integrato già da tempo, visto che abbiamo già diversi contatti, anche con tour operator cinesi». Stefania Prato