Loris, un video smentisce la mamma
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il filmato che sembra smentire il racconto di Veronica Panarello, una sequenza di immagini riprese da una telecamera di sorveglianza che dimostrerebbero che il piccolo Loris non è mai sceso dalla Polo nera della mamma vicino alla scuola, spinge le indagini sull'omicidio del bambino in una direzione imprevista, che getta sul delitto di Santa Croce Camerina un'ombra angosciosa. La mamma condotta nuovamente in caserma per tre ore martedì sera, due ore di perquisizione nella casa di via Garibaldi in cui il bambino viveva con i genitori, i riflettori puntati sulla famiglia già devastata, l'iscrizione di una persona nel registro degli indagati nell'inchiesta sull'omicidio del bimbo, ritrovato cadavere in un canale di Scoglitti, a quattro chilometri di distanza dalla scuola dove cui la giovane mamma, una casalinga di venticinque anni, aveva raccontato di averlo lasciato alle 8.25 di sabato scorso. «Non ci saranno tempi lunghi per chiarire le prime cose» dichiara in serata il procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, sottolineando che la reazione dello Stato è stata «molto forte: abbiamo a disposizione il meglio degli investigatori italiani». La scena che potrebbe essere la chiave del mistero, rintracciata dagli investigatori in una mole immensa di immagini, oltre 4 tetrabyte di dati, sembra mostrare una verità diversa da quella raccontata dalla donna più e più volte dalle 12.30 di sabato scorso. Quando, arrivata davanti alla "Falcone e Borsellino" per prendere il figlio all'uscita, lancia l'allarme perché Loris è sparito. Secondo fonti vicine all'inchiesta, attorno alle 8.15 la mamma con Loris e il bimbo più piccolo, di quattro anni, escono di casa e salgono in auto. Dopo circa 15 minuti si vedrebbe la vettura fermarsi davanti all'abitazione e Loris scendere e dirigersi da solo verso la casa, fino a sparire dall'inquadratura. L'auto quindi ripartirebbe, diretta probabilmente verso la ludoteca frequentata dal bimbo più piccolo. Trascorso un altro quarto d'ora, la macchina viene ripresa nuovamente dalle telecamere mentre entra nel garage. Ma c'è anche un'altra versione: che sulla vettura Loris non sia affatto salito, tornando subito indietro dopo una discussione con la mamma. Di certo c'è che tra le 10 e le 10.30, due ore dopo, Loris viene strangolato. Nel nuovo interrogatorio a cui viene sottoposta, Veronica Panarello conferma però con fermezza la sua versione iniziale: Loris era con lei in macchina, è sceso vicino alla scuola, poi lei è andata a portare il fratellino all'asilo. Ma le sue parole non sciolgono i dubbi degli inquirenti, anche perché le due telecamere che inquadrano il tratto di strada che Loris Stival avrebbe percorso sabato mattina prima di andare in classe non sono d'aiuto: non funzionano, fuori uso da circa un mese dopo un violento temporale. A metà pomeriggio la procura di Ragusa autorizza una «acquisizione» in casa Stival e gli uomini della scientifica entrano con tute e maschere a caccia di elementi utili a risolvere il giallo. Al caso lavora una gigantesca task force di investigatori, con i militari del Ros e gli agenti dello Sco che si sono uniti agli uomini della squadra Mobile e del Nucleo investigativo dei carabinieri. Per due lunghe ore la porta della palazzina resta chiusa, poi gli investigatori escono, senza parlare. «Non si sta indagando nei confronti di una specifica persona, si tratta di atti specifici di polizia giudiziaria per acquisire elementi che potrebbero rivelarsi utili all'indagine - spiega Petralia - Oltre al fascicolo a carico di ignoti c'è l'iscrizione nel registro degli indagati di una persona. Per adesso non possiamo dire chi sia, ma i reati restano quelli di sequestro di persona e omicidio». Il procuratore conferma che l'esame delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza continua: «Esiste una serie di video allo studio. Ci sono 42 telecamere su 24 ore, e sono tutte interessanti e utili» spiega. E sono una decina gli impianti presenti nel tratto di strada che un'auto potrebbe percorrere per andare dalla casa di via Garibaldi alla "Falcone e Borsellino". ©RIPRODUZIONE RISERVATA