Imu sui terreni collinari, le associazioni: «È ingiusta»

BRONI I viticoltori dell'Oltrepo dovranno pagare l'Imu sui terreni agricoli. Il ministero delle Finanze inserirà i Comuni fra i 280 e i 600 metri d'altitudine fra quelli assoggettati all'imposta, che sarà introdotta retroattivamente al 1 gennaio. Sale la protesta di Agrinsieme, coordinamento composto da Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori (Cia) e Alleanze delle cooperative agroalimentari. «Dal sito Internet del ministero delle Finanze abbiamo appreso della prossima pubblicazione del decreto di revisione delle aree di esenzione, che obbligherà al pagamento dell'imposta entro il 16 dicembre prossimo – dice Gianfranco Bensi, presidente di Confagricoltura Pavia – Mancano appena 14 giorni alla scadenza e non c'è ancora il decreto ufficiale: contestiamo vigorosamente la decisione del governo di penalizzare gli agricoltori delle nostre colline. Peraltro, molti dei Comuni interessati dall'estensione dell'imposta ricadono in zone dove si sono registrati disastrosi effetti del maltempo sia di recente sia in tutto il 2014». Fino a oggi l'Imu sui terreni agricoli veniva pagata solo dai proprietari dei terreni di pianura, al di sotto dei 200 metri d'altitudine. Ora il governo ha esteso l'applicazione dell'Imu nelle zone montane al di sotto dei 600 metri. «E' inaccettabile che la norma individui i terreni agricoli da assoggettare al tributo solo sulla base del criterio altimetrico dove sono situati i Comuni e arrivi a ridosso della scadenza dei termini di pagamento – commenta Davide Calvi, presidente di Cia Pavia – Oltre tutto, la norma obbliga gli agricoltori a pagare in un'unica soluzione anziché in due rate come tutti gli altri contribuenti. E' un atto di inaudita gravità da parte del governo, in violazione dei più elementari diritti (certezza del tributo, sostenibilità dell'imposta, temporalità del pagamento dei tributi) riconosciuti a ogni contribuente dal nostro ordinamento». Umberto De Agostino