Caccia iraniani contro lo Stato Islamico

di Andrea Visconti wNEW YORK Ad attaccare le forze dello Stato Islamico ci sono ora anche i caccia iraniani. Lo afferma il Pentagono sostenendo che il governo di Teheran avrebbe messo in azione gli F-4 Phantom di produzione statunitense che hanno come bersaglio postazioni dell'Is in Iraq. Le indicazioni vengono da un video diffuso da una televisione medio-orientale nel quale si osservano jet apparentemente iraniani in volo sopra il territorio iracheno. La Difesa Usa tuttavia mette in chiaro che le forze iraniane non sono parte della coalizione anti-Is guidata dagli Stati Uniti. Non c'è alcun coordinamento con Washington e anzi, la leadership del Pentagono teme che un eccessivo coinvolgimento dell'Iran possa far deteriorare la situazione in quanto renderebbe ancora più aspra la divisione in Iraq. Il regime di Teheran è in mano agli islamici shiiti mentre lo Stato Islamico invoca una supremazia sunnita. «Il nostro messaggio all'Iran è chiarissimo», ha detto un alto esponente della Difesa Usa. «Se volete avere un ruolo dovete farlo in un modo che non incendi ulteriormente le tensioni». È forse in quest'ottica che il governo di Teheran si è rifiutato di confermare il suo coinvolgimento militare in Iraq, limitandosi ad affermare che sono circolate voci «imprecise e sbagliate». L'eventuale intervento di Teheran comunque è visto in modo positivo dal segretario di Stato John Kerry che ieri era a Bruxelles per la prima riunione ai massimi livelli dei membri della coalizione anti-Is. «L'alleanza sta infliggendo danni significativi allo Stato Islamico», ha detto il massimo diplomatico Usa precisando tuttavia che è l'ideologia dell'Is che va distrutta, insieme alla sua rete di finanziamenti e alla forte azione di reclutamento di giovani disposti a combattere nel nome del fondamentalismo islamico. Kerry ha affermato che fra i membri della coalizione si ritiene che i bombardamenti siano riusciti a bloccare l'abbrivio espansionistico dell'Is che appena due mesi e mezzo fa era motivo di grande preoccupazione. Nelle ultime ore sembrava che ci potesse essere stata una svolta per quanto riguarda lo Stato Islamico. La notizia che una delle due mogli di Abu Bakr al-Baghdadi era stata arrestata in Libano insieme al figlio del leader dell'Is e che potesse diventare una pedina preziosa per scoprire dove si nasconde al-Baghdadi. In un comunicato del ministero dell'Interno iracheno si afferma che la donna, Saja al Dulaimi, ha un fratello e una sorella detenuti per reati di terrorismo in Iraq, mentre il padre combatte in Siria nelle fila del Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaeda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA