Violenza sulla nipote Per lo zio il pm vuole sette anni di carcere
di Maria Fiore wPAVIA Nell'elenco delle violenze che avrebbe subìto, la ragazza ha anche raccontato di essere stata costretta, in più occasioni, a vedere filmati pornografici. Aveva 10 anni quando lo zio avrebbe cominciato ad abusare di lei. Violenze che sarebbero andate avanti per quattro anni, dal 2005 fino al 2009. Un orrore che ha spinto il pubblico ministero Valentina Grosso a chiedere sette anni di carcere per l'imputato, un muratore di 54 anni che abita a Pavia (si omettono le generalità solo per tutelare la vittima e impedire la sua identificazione). L'uomo è accusato di violenza sessuale aggravata dal legame di parentela con la vittima. La richiesta è stata formulata ieri mattina, durante l'udienza del processo davanti al collegio dei giudici presieduto da Cesare Beretta, che ha poi aggiornato il processo al 10 dicembre. Per quella data sono previste le repliche del pubblico ministero all'arringa difensiva dell'avvocato Orietta Stella, che ha chiesto l'assoluzione, e quindi il verdetto. Secondo l'accusa l'uomo avrebbe costretto la nipote (oggi maggiorenne), figlia del fratello, a subire atti sessuali per anni. Violenze che, secondo quanto ricostruito dalle indagini e ripercorso ieri mattina dal pubblico ministero nella sua requisitoria, avvenivano quando l'uomo restava in casa da solo con la giovane. E quindi all'insaputa della zia della ragazza e moglie dell'imputato. La donna, che non è coinvolta nel processo, non ha mai creduto alla versione della ragazza, che era stata sentita con lo strumento dell'incidente probatorio, in forma protetta. I racconti della giovane avevano delineato un quadro di abusi, con atti sessuali veri e propri e altre forme di violenza a sfondo sessuale, come l'obbligo di guardare filmati pornografici. La giovane aveva raccontato al magistrato ogni dettaglio di quanto sarebbe avvenuto all'interno delle mura domestiche mentre la zia non c'era. Abusi che sarebbero cominciati quando la ragazzina era ancora una bambina di 10 anni. E che sarebbero proseguiti durante l'adolescenza. Erano state alcune insegnanti della scuola media che la ragazzina frequentava ad accorgersi del suo disagio. A notare che qualcosa non andava nel comportamento della studentessa. La ragazza, a poco a poco, si era confidata. Racconti e sfoghi che hanno alla fine formato il quadro delle presunte violenze. Nel 2009, quando la giovane ha 14 anni, viene tolta dalla casa dello zio e inserita in una comunità protetta.