«Nessuna minaccia in caserma»
VOGHERA Non subì minacce, nè insulti durante l'interrogatorio in caserma a Rivanazzano il vogherese Angelo Dionisio. L'uomo, classe 1946, è stato condannato a diciotto mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, e al pagamento di un risarcimento danni di 5mila euro alla parte lesa dal giudice Daniela Garlaschelli, per aver calunniato il brigadiere dei carabinieri che il 29 maggio 2009 aveva raccolto la sua testimonianza. Dionisio, stando alle risultanze del processo, era stato convocato in caserma per fornire spiegazioni e chiarimenti su una vicenda di liti con vicini e danni subiti da un appezzamento di sua proprietà a Retorbido. Ma nel corso dell'interrogatorio, secondo la versione di Dionisio, il brigadiere lo aveva minacciato e insultato. Tanto che l'agricoltore lo aveva denunciato. Quest'accusa, però, si è dimostrata infondata, portando al processo per calunnia nei confronti del 68enne vogherese. Importanti, per il verdetto del tribunale, le testimonianze rese in aula dal maresciallo al comando della stazione dell'Arma di Rivanazzano e da altri colleghi del brigadiere (parte lesa al processo con il patrocinio dell'avvocato Maurizio Chiesa), i quali hanno escluso in modo categorico che ci fossero state da parte del sottufficiale pressioni o minacce nei confronti di Dionisio.