«Bufera vino, tutti sapevano»

TORRICELLA VERZATE «Bufera sul vino: tutti sapevano, ma non è stato fatto nulla per evitare che scoppiasse»: lo dice Marco Bertelegni, direttore di Monsupello. Anni fa era stato proprio Pierangelo Boatti, uno dei titolari della cantina a criticare le politiche di gestione del vino oltrepadano. Ora la nuova sortita di Bertelegni: «Caso Oltrepo: serve subito una tavola rotonda con i vertici delle associazioni di categoria e degli enti del territorio che si occupano di vino, come il Consorzio e il Distretto. Tutti abbiamo sbagliato e dobbiamo ripartire da zero. Ma nessuno deve sfruttare questa vicenda per farsi pubblicità». Marco Bertelegni, prima da viticoltore e ora anche direttore dell'azienda agricola "Monsupello" di Torricella Verzate, è sempre stata una voce polemica nel dibattito interno all'Oltrepo Pavese: ed ora, dopo lo scandalo che ha colpito il territorio, chiede a tutti un'assunzione di responsabilità. «Sono anni che denunciamo quello che poi si è avverato. Era tutto alla luce del sole, ma tutti hanno fatto finta di niente – attacca Bertelegni -. Abbiamo aspettato che scoppiasse una vera e propria bomba per muoverci. Ma ora è troppo tardi».E il direttore di "Monsupello" invoca un preciso cambio di rotta, partendo dalle teste che siedono nei consigli di amministrazione dei vari enti: «Abbiamo sempre avuto un atteggiamento critico sia nei confronti del Distretto che del Consorzio – prosegue -. Bisogna dare una svolta, distinguendosi da coloro che vorrebbero diventare i paladini della ripartenza avendo però contribuito a creare questa situazione. Servono, invece, teste giovani, come il direttore del Consorzio Emanuele Bottiroli, in grado di raccogliere le sfide del futuro. Ma prima di tutto serve la voglia di cambiare questo sistema, dando un segnale di speranza ai viticoltori». (o.m.)