Vigevano, arrestato lo stalker piromane

di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Arrestato lo stalker di via Vochieri: i carabinieri hanno eseguito un ordine di custodia, portando in carcere il 38enne già denunciato per aver dato fuoco all'auto dell'ex compagna, il 10 novembre, e aver causato un altro incendio davanti alla porta del garage, tre giorni dopo. Secondo le accuse, l'uomo non si è rassegnato alla fine della relazione con la donna 28enne da cui ha avuto quattro figli. Ma già prima di questi episodi, era stato accusato di stalking nei confronti dell'ex convivente, rimasta ad abitare appunto in via Vochieri (zona corso Genova) con i bambini. In base agli elementi raccolti dai militari, coordinati dal capitano Rocco Papaleo, il giudice per le indagini preliminari ha firmato l'ordinanza. Secondo il Gip del tribunale di Pavia, infatti, l'uomo ha ripetutamente messo in atto comportamenti persecutori, causando alla donna un fondato timore per la propria incolumità e un grave stato di ansia e paura, costringendola a cambiare le abitudini di vita e tollerare atteggiamenti invadenti e persecutori, dal gennaio 2014 ad oggi. In particolare, è entrato in casa dell'ex compagna senza il suo consenso, danneggiando il giardino, l'ha seguita per strada e nei negozi. Ogni giorno, insulti e minacce sia verbali che attraverso telefonate e messaggi. Finchè appunto ha dato fuoco alla macchina della 28enne e alla porta basculante del box, in due distinti episodi. Il giudice ha considerato un'aggravante l'aver avuto un legame affettivo con la vittima. Dopo i due incendi, l'uomo si era reso irreperibile: ma i carabinieri lo hanno trovato alla stazione ferroviaria di Novara, l'altra sera: con un treno partito da Milano aveva appena raggiunto la città piemontese. Il 38enne è stato trasferito nel carcere di Torre del Gallo a Pavia, dove verrà sentito per l'interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni. Dopo gli incendi all'auto dell'ex compagna e al garage, anche i condomini della palazzina di via Vochieri avevano chiesto più controlli. Dopo l'incendio della macchina, i vigili del fuoco hanno fatto temporaneamente allontanare i residenti dal condominio, finché c'è stato il pericolo che le fiamme potessero estendersi. Il presunto responsabile è stato identificato: l'ex convivente della donna appunto. Tre giorni dopo, un altro intervento dei pompieri: dopo aver cosparso la porta del box di liquido infiammabile – la bottiglia che lo conteneva è stata recuperata dai militari- è stato appiccato il fuoco. Giuseppe Squillaci, amministratore dello stabile, commenta l'arresto: «Prioritario era tutelare l'incolumità della donna e dei figli minorenni, oltre che della collettività. I tempi di intervento questa volta sono stati molto brevi». Nicla Spezzati e Isabella Giardini, dell'associazione antiviolenza Kore, parlano di «grande soddisfazione per il rapido provvedimento cautelativo emesso dal giudice. È auspicabile che sempre più casi abbiano questa evoluzione». Kore ha un numero per le richieste di aiuto (349.2827999) che ha avuto un settantina di chiamate da marzo. Nell'ultima settimana, tre donne hanno raccontato di violenze psicologiche messe in atto per anni, anche con telefonate e messaggi. Kore ha degli sportelli in ospedale (reparto di Ostetricia), alla clinica Beato Matteo di corso Pavia e al Centro consulenza familiare in corso Torino 36B (sede Caritas). ©RIPRODUZIONE RISERVATA