Campo Coni, lavori finiti «In pista come a Rio»

di Carlo E. Gariboldi wPAVIA «Questa mescola è il giusto equilibrio: gli atleti potranno esprimere il massimo della velocità, senza rischiare di farsi male». Franco Corona, presidente dell' Atletica Cento Torri racconta la come è stato realizzato per la quarta volta in mezzo secolo l'anello di 400 metri del Campo Coni. Il colore è quello tradizionale, la sensazione è di correre su un suolo molto più elastico e leggero. La pista del Campo Coni è stata realizzata come "campo scuola" nel 1962, anche se 'inaugurazione è dell'anno successivo. Franco Corona è legato a questo campo non solo perché da anni è presidente della Cento Torri (la sociertà che gestisce la struttura), no solo perché è stato un buon decatleta e quattrocentometrista, ma soprattutto perché ha vissuto al Campo. «Mio papà è stato il primo custode di questa struttura - ricorda - io avevo undici anni e sono rimasto qui a vivere fino al '78, quando mi sono sposato». Nei giorni scorsi la Fidal ha omologato la pista, costata al Comune più di 600 mila euro. Una pista di assoluta avanguardia, realizzato dalla ditta italiana Mondo in un materiale (Sport Flex) che dovrebbe essere utilizzato anche per la pista delle Olimpiadi di Rio 2016. «I lavori sono andati un po' per le lunghe, ma sono stati fatti bene – riprende Corona - devo ringraziare l'ex sindaco Cattaneo e l'assessore Bobbio. E sono certo che Depaoli e Lazzari faranno l'ultimo sforzo per la dotazione tecnica del campo. Bisogna finire gli ostacoli, rinnovare i materassi dei salti, cambiare i giavellotti». Sulla vecchia pista Corona ha visto diversi atleti campioni mondiali: «Al Meeting di maggio arrivano sempre grandi atleti: anche il prossimo anno li vedrete». Una pista nuova è un'occasione da sfruttare: «Il fondo su cui si corrè è fondamentale. Sul primo sintetico i quattrocentometristi facevano 15 passi tra un ostacolo e l'altro, poi, a Città del Messico Kevin Young è passato a 13 passi. Il record mondiale di David Hemery è stato realizzato facendo 12 passi. E' il merito di alimentazioni diverse, nuove tecniche di allenamento, ma anche di piste migliori».