La Voghera dei disperati nelle case abbandonate

Proteste per il degrado anche all'esterno dell'autoporto. «Alle 7 di mattina lascio l'auto nel silos per andare a prendere il treno - afferma una giovane donna vogherese - Io e gli altri passiamo dalla rampa pedonale che c'è dal lato della stazione, e poi dai giardini vicino al bar. Ci troviamo a scavalcare di tutto: chiazze di orina e vomito, bottiglie e lattine di birra, avanzi di cibo. Sono i ricordi della notte precedente. La sera, quando usciamo dalla stazione e veniamo a prendere la macchina per tornare a casa, è anche peggio. Sulle panchine di quella zona stazionano un folto gruppo di uomini e giovani, quasi tutti stranieri, che molestano le donne sole di passaggio. E' una zona buia e isolata, io ho paura a passare da sola lì davanti. Ho ricevuto pesanti frasi volgari più volte. Se non riesco ad aggregarmi a un gruppo più numeroso di persone, mi tocca fare tutto il giro e passare dall'ingresso carraio in via Montebello. Nella stessa situazione ci sono altre donne pendolari. Servirebbero un faro che illumina la zona, eliminando le zone buie, e più sorveglianza da parte delle forze dell'ordine». Anche all'interno dell'autoporto al primo piano si trovano sporcizie di vario genere. (p.fiz.) di Filiberto Mayda wVOGHERA Li puoi vedere la sera tardi, nascosti anche alle luci dei lampioni e con le coperte tra le braccia, addentrarsi in una delle tantissime aree dismesse della città. E poi, la mattina prima dell'alba, lasciare i giacigli improvvisati con davanti un'altra lunghissima giornata. Sono loro, i disperati di Voghera: immigrati più o meno irregolari, ma anche senzatetto che rifiutano l'assistenza sociale. «Ormai sono da tutte le parti - ammette un agente della polizia locale che conosce bene la situazione - e con questa crisi le cose sono peggiorate». Prima utilizzavano solo le aree industriali dismesse, qualche capannone di ditte fallite. Ora, invece, ci sono tante, tantissime case abbandonate, invendute, troppo vecchie da ristrutturare, troppo costose da rimettere a norma. E così, dopo un po' di tempo, si trasformano in luoghi di ricovero abusivi. «In qualche caso - racconta un altro agente - hanno forzato le porte d'ingresso di case che erano vuote solo da alcuni mesi. Ci hanno contattato i proprietari, ma cosa possiamo fare? Controllare di notte tutte le case vuote di Voghera? Loro hanno cambiato la serratura e qualche settimana dopo è ricapitato. Ora consigliamo, se la casa è destinata a restare vuota un po' di tempo o non viene completata, di murare la porte e se necessario le finestre...». Le tracce dei giacigli notturni si trovano in via Arcalini, nell'area dismessa dell'ex fornace, ma anche qualche centinaio di metri prima, nei pressi di via Stelvio dove un vecchio edificio è ricovero di sbandati. Oppure nelle stanze vuote dell'ex caserma di cavalleria e, ancora, nei pressi di via Tortona, in un edificio abbandonato ormai da una decina d'anni. Ma coperte sporche, bottiglie e cuscini si trovano pure, sorprendentemente, nell'edificio mai completato e quindi aperto alle intemperie di via Molino, ai confini di Voghera ovest, dove anni fa venne ritrovato il corpo senza vita di uno dei tanti disperati della città. Per non dire dell'ex deposito delle Ferrovie di Strada Granella, i cui muri sono facilmente scavalcabili. Ma a Campoferro come in via Piacenza è sufficiente avventurarsi lungo i bordi di uno dei tanti edifici abbandonati per trovare tracce di vita notturna, rifiuti, stracci e coperte. «Nelle aree dismesse gli irregolari sanno di non venire disturbati - spiegano ancora alla polizia -, mentre nelle cascine abbandonate c'è sempre il rischio che il proprietario torni a farsi vedere, magari solo per recuperare qualche attrezzo». Moreno Baggini, assessore ai servizi sociali, sa che dicembre e gennaio sono i mesi più duri per i poveri e i senzatetto. La Consulta del Volontariato in collaborazione con la sezione della Cri di Voghera lo scorso anno aveva organizzato un «piano freddo» che consisteva nel mettere a disposizione un mezzo della Croce Rossa che stava davanti alla stazione distribuendo risorse e bevande calde. «A Voghera -ricorda Baggini - in questo momento ci sono due strutture ricettive per accogliere le persone svantaggiate: il centro Betel alla Casa della Carità che può ospitare 10 uomini e 4 donne, mentre l'Opera Pia Casa del Pane Asilo Notturno Zanaboni ha un dormitorio con 14 posti letto maschili e 5 femminili (in questo momento c'è libero un posto letto maschile)». Una goccia nel mare del bisogno: «E' vero -ammette l'assessore Baggini - ma è altrettanto vero che molti di questi disperati, perché irregolari o perché hanno scelto così, rifiutano il nostro aiuto. Ma sappiano che noi, per loro, ci siamo». (ha coll. Marco Quaglini) @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA