Disoccupazione al top e crescita zero

di Vindice Lecis wROMA Il 2014 si chiuderà con l'Italia in piena stagnazione e con la crescita valutata dall'Istat come pari a zero. Ad aggravare questo dato, arriva anche la conferma del tasso di disoccupazione che segna il nuovo record: 13,2% a ottobre in aumento di 0,3 punti sul mese precedente e di un punto sull'anno. Non un dato qualsiasi, ma il peggiore dal 1977. I disoccupati sono aumentati e ora sono un esercito di 3,4 milioni che, in un mese, sono cresciuti di altre 90 mila unità e di 286 mila in un anno. A ottobre si contano anche 55 mila occupati in meno, con un ribasso dello 0,2% su settembre, mentre restano sostanzialmente stabili su base annua. Il premier Renzi afferma che «il tasso di disoccupazione ci preoccupa, ma guardando i numeri il dato degli occupati sta crescendo. Da quando ci siamo noi ci sono più di 100 mila posti di lavoro in più». Gran parte dei posti (il 70% segnala il ministero del Lavoro) sono a tempo determinato. A febbraio del 2014 gli occupati erano 22 milioni e 323 mila, cresciuti a 22 milioni e 405mila a marzo e all'attuale quota di 22 milioni e 374 mila. I miglioramenti riguardano il terzo trimestre con la crescita degli occupati (+0,5%, pari a 122.000 unità in un anno), grazie all'aumento nel Nord (+0,4%, pari a 47.000 unità) e nel Centro (+2,1%, 98.000 occupati). Ma nel Mezzogiorno si registra ancora una caduta (-0,4%, pari a -23.000 unità). Il ministero del Lavoro comunica inoltre che i rapporti di lavoro a tempo determinato sono circa il 70% dei nuovi contratti. Ma la vera emergenza è l'ulteriore crescita dei senza lavoro con il tasso che a ottobre è al 13,2%, record da 37 anni. Quello maschile è pari al 12,4% (+0,3 punti su base mensile e + 0,9 punti nei dodici mesi); quello femminile raggiunge invece il 14,3% (+0,3% su settembre, +1,1% su base annua). Cresce anche l'area dell'inattività, vale a dire il tasso di persone fuori dal mercato del lavoro che non hanno impiego e né lo cercano. Nello stesso mese di ottobre nella fascia 15-24 anni il tasso di disoccupazione è pari al 43,3% in aumento di 0,6 punti sul mese precedente e di 1,9 punti su base annua. I giovani under 25 in cerca di lavoro raggiungono così quota 708 mila. Secondo il premier Renzi, la disoccupazione cresce «anche perché tanta gente che prima non cercava lavoro ora ci prova». Per il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi «i dati non sorprendono, d'altronde basta guardarsi in giro». Una lettura che non convince la Cgil. I dati Istat dimostrano, dice la segretaria confederale Serena Sorrentino, «che se non riparte il lavoro, il Paese non cresce: serve un Piano del lavoro e anche per questo continuiamo la nostra mobilitazione a partire dallo sciopero generale Cgil e Uil del prossimo 12 dicembre. Squinzi dice che i dati non sorprendono? A noi sorprende la dichiarazione del presidente di Confindustria. Ma non erano le imprese a dover trainare la crescita?» si chiede la sindacalista. E aggiunge polemica: «Anziché sorprendersi, perché gli industriali non ci dicono quanti posti di lavoro creerà la tanto rivendicata cancellazione dell'articolo 18?». Intanto la stagnazione prosegue anche nel quarto trimestre che si chiuderà con una crescita «pari a zero». La stima arriva dall'Istat che conferma il nuovo preoccupante rallentamento dell'economia pari a -0,3%. Sul fronte dei prezzi, secondo le stime preliminari sul mese di novembre, l'inflazione è per il secondo mese consecutivo sopra lo zero con un +0,2% tendenziale e dopo l'allarme deflazione registrato ad agosto e settembre. Ma resta negativa la variazione congiunturale con la stima di un calo dello 0,2% a novembre sul mese precedente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA