In università ricercatori impegnati a fermare la Sla

di Linda Lucini wPAVIA Saranno i ricercatori dell'università di Pavia a trovare nuove tecniche per fermare la Sla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Toccherà infatti ad Ermanno Gherardi dell'ateneo pavese, responsabile scientifico della ricerca che vedrà la collaborazione di Massimo Tortarolo dell'Istituto Mario Negri di Milano, cercare attraverso tecniche di ingegneria genetica di produrre nuove molecole in grado di proteggere i motoneuroni dai danni a cui queste cellule sono esposte durante la progressione della Sla. Il progetto si basa sullo studio e sulla manipolazione di un fattore di crescita implicato nello sviluppo embrionale di diversi gruppi di neuroni. Le nuove proteine prodotte potrebbero rappresentare la base per nuovi futuri approcci terapeutici che consentano la promozione della sopravvivenza dei motoneuroni danneggiati. Il progetto di ricerca, che durerà due anni, è stato finanziato con un importo di 172.370 euro dalla Fondazione AriSla onlus, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, da 31 anni impegnata nell'assistenza ai malati di Sla e nel sostegno della ricerca. AriSla quest'anno ha raddoppiato gli investimenti per la ricerca e complessivamente destina oltre 2,1 milioni di euro per tutti i nuovi progetti selezionati con un bando. «La risposta quest'anno da parte dei ricercatori è stata davvero molto forte - afferma Mario Melazzini, presidente di AriSLA - e per quest abbiamo deciso di finanziare tutti i progetti giudicati meritevoli dalla Commissione di valutazione internazionale della Fondazione. Un importante risultato che abbiamo potuto ottenere grazie anche al fondamentale contributo delle donazioni provenienti dalla campagna «Ice Bucket Challenge». Abbiamo voluto rispondere all'urgenza sentita dalla comunità dei pazienti di accelerare la conoscenza sulla malattia e di incrementare gli studi sui nuovi potenziali trattamenti terapeutici».