Bullismo a scuola, un libro per sconfiggerlo
PAVIA «Bullismo: no grazie. Come affrontarlo» è il libro prodotto dal Rotary club al termine di un percorso didattico di incontri sul tema organizzato dal distretto 2050 del Rotary International e dal Rotary Belgioioso e Sant'Angelo Lodigiano con l'istituto comprensivo di primo grado di Belgioioso. Giovedì sera è stato presentato alla Canottieri Ticino. Durante la prima fase del progetto gli studenti della scuola media hanno assistito a conferenze tenute da esperti: Lavinia Barone (docente di psicologia all'università), Francesca Lionetti e il giudice del tribunale Daniela Garlaschelli per l'approfondimento giuridico sul cyber bullismo, nuova frontiera in continua espansione di un fenomeno da sempre presente tra i più giovani. In seguito ai ragazzi è stato chiesto di raccontare con parole loro il bullismo: «Il bullismo viene praticato spesso da più persone contro una perché i bulli sono codardi e da soli hanno paura della persona che prendono di mira» scrive Simone, «Quel giorno c'è stato uno strappo nel cielo azzurro del mio percorso scolastico: qualcuno ha operato un atto di bullismo contro di me riducendo a brandelli un mio paio di pantaloncini da ginnastica» racconta Lucrezia. Dai temi dei ragazzi, supportati dalla letteratura scientifica in materia, emerge come il bullismo si combatta con la parola: facendo prevenzione, informazione, educazione e spingendo le vittime a non esitare a rivolgersi a parenti o insegnati per denunciare gli episodi subiti. Nel libro la dolorosa esperienza della vittima di atti di bullismo è raccontata graficamente anche attraverso un fumetto, disegnato dagli studenti del Cossa. Il progetto non arriva a termine con la pubblicazione del libro, in vendita a 10 euro (i proventi andranno in beneficenza): «Siamo a tre quarti del lavoro _ spiega il coordinatore del progetto Alcandro Paris_ nel futuro intendiamo coinvolgere la pubblica autorità per creare un comitato in prefettura che si occupi di sensibilizzare le famiglie e fare attività di prevenzione». Il prefetto Peg Strano, presente all'incontro, conferma: «Stiamo già lavorando sulla prevenzione attraverso il comitato per l'ordine pubblico. A breve sarà disponibile un numero a cui inviare segnalazioni». Nel futuro il progetto prevede anche la somministrazione di questionari per misurare l'entità del fenomeno: la maggior parte degli episodi di bullismo passa sotto silenzio per vergogna o per paura delle vittime. L'avvento dei social network, diffusi anche tra i pre-adolescenti, ha reso possibili nuove forme di bullismo sulla piazza virtuale della rete: account "rubati", prese in giro sui gruppi di discussione di classe, video di pestaggi pubblicati su youtube sono episodi purtroppo comuni. Riccardo Catenacci