Accusato di pedofilia resta in carcere

di Anna Mangiarotti e Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Il giudice per le indagini preliminari Carlo Pasta ha convalidato ieri mattina, nel carcere pavese di Torre del Gallo, l'arresto del 55enne di Seveso fermato dai carabinieri di Vigevano e accusato di pedofilia ai danni di alcuni ragazzini. L'uomo resta in cella a Pavia. Interrogato dal gip alla presenza del pubblico ministero Paolo Mazza e del suo difensore, l'avvocato Roberto Grittini, ha reclamato la propria innocenza. «Sono stato incastrato», avrebbe dichiarato al magistrato durante l'interrogatorio di garanzia. E ha negato ogni addebito. Il suo difensore dice di avere alcune perplessità sulla delicata vicenda: «C'è qualcosa che non torna nei racconti di questi ragazzini che dichiarano di essere stati adescati e costretti a subire rapporti – spiega Grittini –. Sarà necessario valutare a fondo le testimonianze che mi sembrano non esenti da incongruenze. Il mio assistito sta ora pagando per i suoi precedenti penali». L'uomo era stato condannato a cinque anni per lo stesso reato. Non è da escludere che, trattandosi di minori, possa essere chiesto dal pubblico ministero anche un incidente probatorio per cristallizzare i loro racconti. Gli uomini del capitano Rocco Papaleo stanno nel frattempo passando al vaglio tutti i numeri e i nomi che il 55enne aveva annotato in un'agendina, ora sotto sequestro. Una rubrica che cataloga con nome, età e in alcuni casi anche indirizzo decine di ragazzi minorenni, molti dei quali ancora studenti. Gli inquirenti accusano l'uomo di avere adescato i minorenni nelle stazioni, ma anche durante i viaggi su alcuni treni che coprono la tratta per Milano. E di aver costretto uno di loro a subire abusi in una casotta abbandonata, nei pressi della stazione ferroviaria di Vigevano. L'accusa ruota in particolare attorno al racconto di un 14enne di Vigevano che racconta di aver subìto per mesi una vera e propria persecuzione da parte dell'uomo, culminata poi con la violenza sessuale consumata nelle campagne poco distanti dalla stazione di Albairate. I carabinieri hanno sentito nei giorni scorsi anche i genitori del 14enne, gli amici, i compagni di scuola alla ricerca di conferme. Sembra certo inoltre che il 55enne accusato di pedofilia e la famiglia della presunta vittima si conoscessero da tempo. Ed è nelle pieghe di questo rapporto precedente che l'indagato chiede sia cercata la vera origine delle accuse. Una vita ai margini quella del 55enne di Seveso, città in ci ha lasciato anche una moglie, una casa e un vecchio lavoro.Senza un tetto sulla testa è ormai da tempo ospite di un dormitorio Caritas di Milano. In passato aveva lavorato come portiere di notte in un albergo. Poi solo impieghi brevi, per tirare a campare. Da mesi saliva sul treno per raggiungere Vigevano dove apriva e chiudeva un bar per dieci euro al giorno. Quel che gli restava serviva per mangiare, fa notare il suo avvocato. Secondo i carabinieri invece il 55enne avrebbe offerto miseri compensi in denaro, due o tre euro per volta, ai ragazzini in cambio della loro disponibilità.