Landriano: no al tritasassi La rabbia dei cittadini

LANDRIANO La rabbia dei cittadini di Landriano, Bascapè e Torrevecchia si avverte fin dalle prime battute del Consiglio aperto. Ed esplode quando è già notte. Perché non ottengono le risposte che erano venuti a cercare qui, nella sala polifunzionale di Pairana, dove martedì sera si è svolto il Consiglio aperto, indetto dal sindaco Ivana Vacchini sul nuovo centro di frantumazione di rifiuti edili che è già stato autorizzato. Sono venuti a chiedere controlli certi. E a rinfacciare all'amministrazione di non aver chiesto il parere della cittadinanza su un intervento che, dicono, va a collassare una zona che già subisce gli effetti di un impianto di trattamento fanghi e di una cava in espansione. La raffica di domande interrompe più volte i tecnici della Eco Green, la società di Sant'Angelo che intende realizzare il tritasassi, presente all'incontro insieme all'assessore provinciale all'ambiente Michele Bozzano. Mentre scorrono le immagini di altri centri analoghi, dal pubblico si urla: «Audio! Perché non fate sentire quanto siano rumorosi i macchinari?». E Rocco Mele del Comitato cittadini per il territorio sottolinea: «Questo sarà il più grande centro presente in Italia, autorizzato senza tener conto degli altri impianti». Un pubblico che si fa richiamare più volte dal sindaco Vacchini e che non si fa convincere dal progettista che assicura controlli in ingresso e in uscita. L'assessore Bozzano fa sapere che «questo è un impianto che viene incentivato perché prende il rifiuto e lo riutilizza». E aggiunge: «La Provincia è aperta al dialogo. Le verifiche sono state molto dettagliate. Abbiamo applicato la legge con la massima attenzione». Il presidente del Comitato, Maurizio Castagni, ricorda che «nella documentazione si parla del passaggio di 26 camion al giorno, ma, stando alla capacità produttiva, i mezzi sarebbero almeno 150». «Significa che ogni tre minuti passa un camion», precisa Lorenzo Lodante, consigliere di minoranza. Federico Galli, un cittadino, chiede di indire un referendum, mentre Enzo Dedè, ex consigliere di maggioranza, sottolinea come «la stessa maggioranza nel 2012 avesse bocciato l'impianto di cui poi non si era saputo più nulla». Stefania Prato