«Salute e clima, le due facce della medaglia»
PAVIA Andrea Giuliacci, fisico, metereologo e climatologo, sarà ospite di un nuovo appuntamento delle Conversazioni Pavesi, che si terrà domani alle 18 nella Sala del Camino di Palazzo Broletto. Per l'occasione converserà con Guglielmo Pacileo, medico e ricercatore al Cergas Bocconi di Milano, sul tema "Come è cambiato il clima e perché". L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti. «Parleremo del clima che cambia e diventa peggiore portando con sé, come inevitabile conseguenza, anche maggiori rischi per la salute, basta pensare al fatto che, se il caldo si fa ogni anno più intenso, le categorie a rischio, dagli anziani ai cardiopatici, sono sempre più esposte – dice Giuliacci, classe 1971, meteorologo presso il Centro Epson Meteo, curatore delle previsioni del tempo in video per le reti Mediaset dal 2002 e autore di diversi libri dedicati alla meteorologia - Ma la salute è strettamente legata al territorio e se il clima e le temperature cambiano significa che anche l'ambiente sta cambiando, e questo permette che alcune patologie e fenomeni strettamente legati all'uomo e al suo benessere possano attecchire anche da noi. L'esempio più immediato è la comparsa nelle nostre zone delle zanzare tigre, che fino a vent'anni fa nessuno, qui da noi, conosceva». A chi ancora mette in dubbio l'effetto serra e le sue conseguenze lei cosa risponde? « L'effetto serra e il surriscaldamento del pianeta non sono un'opinione, sono un dato di fatto, lo dicono i termometri. O decidiamo di fidarci degli strumenti che abbiamo a disposizione oppure possiamo anche rottamarli tutti. I dubbi, se mai, possono essere sulle cause dell'effetto serra, che è un discorso un po' più spinoso. La mia posizione è che l'effetto serra sia un concorso di colpe: da una parte le cause naturali, ovvero i cambiamenti climatici a livello planetario che ci sono sempre stati nella storia, dall'altra la colpa è anche dell'uomo, che immette nell'atmosfera una quantità enorme di gas serra». Qual è l'atteggiamento giusto per far fronte a questo cambiamento climatico? «Il cambiamento climatico si combatte solo con due provvedimenti che non sono alternativi e vanno presi contestualmente, ovvero la mitigazione e l'adattamento. Per "mitigazione" s'intende la diminuzione dell'emissione di gas serra, quindi un minore inquinamento, tenendo conto del fatto che, comunque, anche smettendo di inquinare ora, l'enorme quantità di gas serra accumulati nell'atmosfera non verrà smaltita per i prossimi duemila anni. L"adattamento", invece, è una misura che fa appello alla necessità di rendersi conto del fatto che il clima non è più quello di trent'anni fa e che, per esempio, la pioggia arriva più raramente ma molto più violenta rispetto a trent'anni fa, come confermano i frequenti alluvioni degli ultimi anni. Quindi bisogna attrezzarsi in tutti gli ambiti, dall'agricoltura alle infrastrutture. Prendere coscienza del cambiamento e ripensare il territorio in funzione del cambiamento climatico è una priorità assoluta». (m.pizz.)