Magherno, troppi furti Scontro in Consiglio
MAGHERNO I recenti episodi di criminalità registratisi in paese, soprattutto per i furti nella abitazioni e con intrusioni nelle case private soprattutto nelle ore notturne, hanno investito anche l'interesse del consiglio comunale. Tutto è scaturito dalle segnalazioni avanzate da diversi residenti che hanno lamentato in particolare l'incremento dei furti al calar del buio. C'è naturalmente diffusa preoccupazione in paese per quello che può succedere, soprattutto guardando all'approssimarsi della stagione invernale con le ore di luce destinate ad assottigliarsi ancora. Le minoranze rappresentate da Alberto Puce e Giovanni Amato hanno colto la palla al balzo per interrogare il sindaco Maurizio Gambini sulle strategie da adottare in termini di prevenzione e sicurezza. Ed il primo cittadino ha cercato di essere rassicurante, senza tuttavia rinunciare a pungere la controparte: « Stiamo realizzando un programma di contrasto degli eventi criminosi- ha asserito Gambini- ma il passato vincola in qualche modo il presente. Davanti a tutto questo interesse giustificato da parte dell'opposizione, mi domando come mai in cinque anni non è mai stato fatto nulla, a partire dal ripristino della videosorveglianza, ormai in disuso da anni. Il ripristino delle telecamere ed una più assidua presenza delle forze dell'ordine saranno i primi passi. Per il futuro si stanno valutando delle proposte e quando sarà il momento si provvederà a dare gli aggiornamenti del caso». L'opposizione dal canto proprio ha stigmatizzato i continui richiami alla precedente esperienza legislativa. «E' giustificabile- ha detto Giovanni Amato- ma non coerente fare riferimento al passato. Abbiamo solo posto una domanda, non lanciato un'accusa». Insomma, dopo le proteste dei cittadini la situazione si fa incandescende. Mi chiedo perché dalle risposte che date emerga sempre una difesa, spostando il tiro ogni volta su quello che è stato fatto o meno. Volevamo solo conoscere cosa si intende fare sul problema. Anche le forze dell'ordine hanno i loro problemi per cui non si può dire che si interviene facendo intensificare la loro attività». Gianluca Stroppa