«Assunzione forzata? Ho solo aiutato chi era in difficoltà»

di Maria Fiore wPAVIA In un'ora di interrogatorio ha risposto alle domande del giudice, Luisella Perulli, per provare a chiarire la vicenda che lo ha riportato ai domiciliari. Ettore Filippi, ex vice sindaco di Pavia e consigliere di amministrazione del San Matteo, si è presentato alle 10 di ieri mattina in tribunale, a Pavia, per essere sentito su delega del giudice di Messina. Abito scuro, cravatta e il volto un po' tirato, Filippi è entrato nell'ufficio del giudice insieme al suo avvocato, Giuseppe Roccioletti, con l'intenzione di ribaltare l'accusa che la procura di Messina gli contesta: induzione indebita all'assunzione di un dipendente nella Meridional Service Srl, la cooperativa che gestisce il servizio di pulizia in ospedale, al San Matteo. Un'assunzione che, secondo i magistrati di Messina, sarebbe stata vincolata a un interessamento di Filippi nella liquidazione di alcune somme per lavori già fatti dalla stessa cooperativa ma i cui pagamenti erano in ritardo. Nell'ordinanza di custodia cautelare si parla di 600mila euro. Il contenuto dell'interrogatorio è coperto da segreto, ma Filippi, secondo indiscrezioni, avrebbe dichiarato di avere «solo cercato di aiutare una persona in difficoltà». Il riferimento è ad Attila Loch, il muratore di origine romena, disoccupato e sotto sfratto, che compare anche nell'ordinanza come la persona che Filippi avrebbe "raccomandato" perché fosse assunto dalla Meridional. L'ex vice sindaco, ieri mattina, avrebbe negato che sul piatto della bilancia di quell'assunzione ci fosse il pagamento delle somme per i lavori. «Ha risposto alle domande e ha chiarito tutto quello che c'era da chiarire, con grande tranquillità», si limita a dire il suo avvocato, Giuseppe Roccioletti. Il legale ha anche presentato al gip una istanza di revoca degli arresti domiciliari e la richiesta dovrà ora essere valutata dal giudice di Messina. A complicare la vicenda è lo sfondo su cui si muove il filone che ha toccato Filippi. Il suo arresto, infatti, rientra in un'inchiesta più ampia, su presunte gare truccate nel settore delle autostrade siciliane. I magistrati del sud stavano intercettando Giacomo Giordano, amministratore della Meridional, e altri imprenditori quando è emerso il filone di Pavia. Sono le telefonate di Maria Bianca Nicoletti, responsabile del servizio al San Matteo, a rivelare di avere ricevuto «pressioni dal consigliere Filippi» per un'assunzione. La donna è stata anche sentita come testimone dai magistrati. E, come risulta dall'ordinanza, ha confermato le dichiarazioni che erano emerse dalle intercettazioni telefoniche. Questo era bastato al giudice del tribunale di Messina, Maria Luisa Materia, a firmare l'ordinanza di arresto per l'ex vice sindaco di Pavia. Arresto che era stato motivato dallo stesso giudice con il pericolo di reiterazione del reato. Filippi, in altre parole, potrebbe «commettere reati della stessa fattispecie» per via del suo incarico nel Consiglio di amministrazione del San Matteo. A questo bisogna attendere la decisione del gip di Messina per sapere se i chiarimenti forniti da Filippi ieri mattina basteranno a restituirgli la libertà. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA