«Abbiamo tutti gli strumenti ma l'assistenza è inadeguata»

ROMA «Gli strumenti principali, tecnici e informatici, per quanto riguarda processo ordinario e decreto ingiuntivo, a Firenze sono stati messi a punto - racconta il giudice del tribunale civile Luca Minniti-. Ma vanno potenziati i sistemi. Il dubbio è che possano reggere un regime ordinario del tutto telematico». Oggi, se per il decreto ingiuntivo, procedimento di un solo atto, si possono misurare già risparmi in termini di tempo e economici, ci sono dei settori in cui molto resta ancora da fare, «come fallimentare ed esecuzioni e in parte la volontaria giurisdizione, in cui c'è un rapporto diretto con i cittadini», dice Minniti. Uno dei talloni di Achille nel cammino verso una giustizia telematica rimane l'assistenza, considerata a oggi inadeguata. «Non c'è personale tecnico se non esterno. Le richieste d'intervento sono molto significative e a volte bisogna aspettare un giorno perché siano evase. Non sappiamo mai quanta assistenza avremo, se l'avremo in caso di necessità. In queste condizioni non siamo pronti a lasciare il cartaceo». Serve, ribadisce, un'assistenza permanente e qualificata, in tempo reale. Un altro punto di fragilità, nel processo verso l'informatizzazione dei tribunali, è la formazione, «poca, estemporanea e rimessa all'iniziativa dei singoli. A Firenze abbiamo trovato una soluzione tramite una convenzione con il Consiglio dell'ordine degli avvocati», spiega il giudice. Ma alla fine rimarranno i fascicoli cartacei? «L'arretrato che stiamo smaltendo resterà cartaceo ma progressivamente tutti gli atti diventeranno digitali. Bisogna vedere però se il sistema reggerà questo impatto molto significativo di inserimento di dati e di atti».(c.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA