Cogliati, azzurro quasi per caso scaricato dalla FeralpiSalò
PAVIA Si sa, la carriera di un calciatore dipende non solo dalle doti tecniche. Contano tanti altri fattori: trovare un allenatore capace di esaltarne le qualità, avere l'occasione di mettersi in mostra, sapersi inserire in un gruppo, qualche episodio che fa girare le cose per il verso giusto o magari un procuratore abile a «vendere» il prodotto. E c'è una percentuale di casualità che sembra accompagnare anche l'arrivo al Pavia di Pietro Cogliati negli ultimi giorni di mercato. Questa estate il dg azzurro, Massimo Londrosi, era soprattutto alla ricerca di una squadra per Niccolò Romero, che non rientrava nei piani del club. Si fece avanti la FeralpiSalò, che però propose lo scambio con Cogliati. «Sono sincero, è stato il più grande colpo di fortuna del mercato – rivela Londrosi – quando ho cominciato a trattare la cessione di Romero, dalla Feralpi mi hanno risposto: "Però devi prenderti Cogliati". Me lo sono fatto ripetere tre volte e poi ho concluso la trattativa». Insomma, Cogliati quasi come un peso da scaricare. Eppure è un giocatore che viene dalle giovanili del Milan e che già allora le sue doti le aveva messe in mostra. Il debutto tra i professionisti, due stagioni fa con la Tritium, era stato buono per il ventiduenne attaccante esterno: 23 presenze e 3 reti. L'anno dopo, invece, il buio, ma forse perché qualcuno gli aveva spento la luce: inizia alla Feralpi, con la quale però trova poco spazio (2 gare da titolare e qualche spezzone); a gennaio scende in Seconda divisione alla Pergolettese, ma pure qui Cogliati (solo 3 gare da titolare, 1 gol) finisce tra le riserve. Possibile che il promettente giovane rossonero si sia imbrocchito? Questo pensano sul Garda, e lo sbolognano al Pavia. Dove Cogliati arriva in punta di piedi e dietro attaccanti ben più titolati. Attende paziente il suo turno: comincia con i 7' finali ad Alessandria, subentra altre volte fino al primo gol in azzurro con l'Arezzo, con la Giana fa il bis e sabato parte titolare, segnando ancora e procurando l'azione del rigore che frutta il 4-1 al Pavia contro la Cremonese. In totale finora fanno 3 gol in 226', media molto alta, ma soprattutto una straordinaria capacità di saltare l'uomo e buttarsi con coraggio nell'uno contro uno.«Non mi vergogno di dire che non lo conoscevo e lui lo sa – ha ammesso mister Maspero sabato – ma ho la fortuna di avere un grande staff e una grande dirigenza che me l'hanno proposto. Io ho detto che se era un ragazzo che aveva voglia, andava bene. Lui ha lavorato in silenzio e io premio chi lavora. Deve ancora migliorare, magari, sotto porta e nel capire quando cedere palla, ma è giovane e ha tempo per crescere». (l.si.)