Ora la maxi villa abusiva diventa del Comune
Ci sarebbero tre ipotesi per l'utilizzo della maxi villa acquisita dal Comune. Una prima soluzione sarebbe l'abbattimento. In questo caso, eliminato il "problema" dell'abuso, il terreno tornerebbe teoricamente nella disponibilità dell'imprenditore. Una seconda possibilità, è quella dell'utilizzo della villa per scopi sociali o pubblici: potrebbe diventare una scuola, ma essendo al rustico costerebbe molto adattarla. Infine, e forse potrebbe essere la migliore delle soluzioni, il Comune potrebbe metterla all'asta, il nuovo proprietario potrebbe eliminare i metri cubi di volumetria in eccesso e completarla. di Filiberto Mayda wVOGHERA Centosettanta metri quadrati di abuso edilizio. Come un grande appartamento, peccato che fosse poco più del venti per cento dell'immobile, una lussuosa villa ai confini del quartiere popolare San Vittore voluta dall'imprenditore Pierangelo Dallera, titolare con il fratello dell'ominimo centro gomme cittadino. Ora la villa, da ormai oltre dieci anni in stato di abbandono, torna al Comune dopo la decisione del Tar Lombardia depositata pochi giorni fa. L'amministrazione di palazzo Gounela dovrà decidere se abbattere l'immobile oppure se utilizzarlo per altri scopi. «Ci penseremo - dice il sindaco Carlo Barbieri -. Dobbiamo prima capire i termini legali della decisione, le possibilità di utilizzo e i tempi. Ma prima di tutto, visto il periodo, gli uffici dovranno dirce i costi di qualsiasi operazione che andremo ad intraprendere. Certo, una nuova scuola potrebbe farci comodo, ma quanto costa trasformare quella villa? Nello stesso tempo, si tratta di un rustico: costerà di più abbatterlo oppure completarlo? Insomma, è ancora troppo presto per una decisione definitiva». Anche perché Pierangelo Dallera, per quanto deluso dall'esito della sentenza, sembra pronto a dar battaglia: «Continuo a ritenere di aver ragione in questa storia che ormai dura da oltre dieci anni. E il terreno intorno resta ancora mio. Per quello che mi riguarda, se ci saranno spazi per continuare il contenzioso legale, li sfrutterò». Insomma, forse non finisce qui. Resta la decisione dei giudici amministrativi che avevano ritenuto non condonabile il maxi abuso edilizio: «La richiesta di condono superava il limite di 500 mc stabilito dalla L. r. n. 31/2004 determinando il non accoglimento della domanda di condono - scrivono i giudici -. L'amministrazione, peraltro, indicava la possibilità di rilasciare il condono nei limiti dei 500 mc fissato dalla legge, previa demolizione del volume rimanente». La vicenda della maxi villa di San Vittore - ricorda ancora il Tar - risale esattamente al «19 settembre 2003 quando gli agenti verbalizzanti, eseguito un sopralluogo presso la proprietà del ricorrente, riscontravano la realizzazione di opere in variazione essenziale, abusive rispetto a quelle assentite dal Comune». La proprietà aveva tre mesi di tempo per ottemperare all'ordinanza emessa dall'urbanistica comunale, demolendo le parti della costruzione ritenute abusive, in misura tale da non poter rientrare entro i limiti dell'ultimo condono. Non lo aveva fatto e, scaduto il termine, era intervenuta la procura della Repubblica che aveva dissequestrato l'immobile per affidarlo al Comune. E al Comune, ora, resterà @filibertomaida ©RIPRODUZIONE RISERVATA