Il countdown di Samantha verso lo spazio
di Maria Rosa Tomasello wROMA Samantha Cristoforetti è pronta. Tutti i riti che precedono la partenza sono stati rispettati: l'albero piantato nel giardino degli astronauti, la navicella Soyuz trasferita sulla piattaforma di lancio alla stessa ora (le 7) in cui venne spostato lo Sputnik (il primo satellite artificiale in orbita nel 1957), la benedizione del Pope, la proiezione del film cult "Il sole bianco del deserto", lo stesso che vide Yuri Gagarin la sera prima del volo che avrebbe fatto di lui il primo uomo nello spazio. «Ancora una notte e poi saremo lì» ha scritto ieri su Twitter @AstroSamantha, prima di postare la sua countdown song, una delle canzoni con cui sta accompagnando il conto alla rovescia, il suo rito personale: «Un sogno, un'anima, un premio, un obiettivo, un solo colpo d'cchio dorato», il verso di "It's a kind of magic" dei Queen, colonna sonora del film "Highlander". La prima donna italiana a viaggiare nello spazio, la settima astronauta a rappresentare il Paese, non è interessata al primato "rosa": «È una cosa giornalistica, io volevo andare nello spazio. È realizzare il sogno di una vita, il punto di arrivo di una storia personale e professionale di decenni». Alle 22.01 di oggi, dunque, il capitano dell'Aeronautica militare Samantha Cristoforetti, 37 anni, milanese vissuta in Trentino, partirà come ingegnere di bordo dal leggendario cosmodromo russo di Baikonur, nel Kazakhstan, per la missione 42 "Futura". Cinque anni dopo essere stata selezionata dall'Esa, l'Agenzia spaziale europea e dopo due anni di addestramento in tre continenti, volerà per sei ore a bordo della Soyuz TMA-15M accanto al comandante russo Anton Shkaplerov e all'americano Terry Virts, per raggiungere la Stazione spaziale internazionale (Iss), dove resterà per sei mesi. Un periodo lunghissimo dove, in assenza di gravità, dovranno essere portati a termine 200 esperimenti scientifici, dieci dei quali tutti italiani. Per lei, però, non sono previste "passeggiate" spaziali: troppo grandi le tute disponibili, troppo poco il tempo per costruirne una. Il rientro sulla Terra è previsto nel maggio 2015. Sulla base, che orbita a 400 chilometri di altezza, gli astronauti troveranno il comandante Barry E. Wilmore della Nasa e i russi Aleksandr Samokutyayev ed Elena Serova. «All'inizio sarò come una bambina che deve imparare ogni cosa, prima di diventare una space woman» aveva detto nei giorni scorsi pensando al suo ingresso in un mondo senza più riferimenti comuni, come alto e basso. Ma nessuna paura del lancio: «Fluttuare sarà divertente». Le sue esperienze, come già aveva fatto prima di lei con successo Luca Parmitano attraverso Twitter, saranno raccontate, oltre che sui social network, su Avamposto 42 (il numero dell'equipaggio), il "diario di bordo" che Cristoforetti ha cominciato a scrivere nel luglio 2013, quando mancavano 500 giorni al lancio. "Futura" è la seconda missione di lunga durata dell'Agenzia spaziale italiana dopo "Volare" e rientra nell'accordo bilaterale tra l'Asi e la Nasa firmato nel 1997 per la fornitura di tre moduli pressurizzati abitativi. Di Italia c'è molto: a bordo dell'Iss verrà creata una speciale cambusa con prodotti tipici (quattro dei quali, tutti legumi, sono presidi Slow food) con i quali, per la prima volta, un'astronauta potrà cucinare e approfondire il tema dell'alimentazione in orbita; una macchina per il caffè, la IssPresso, con cui sarà fatto il caffè, ma saranno anche eseguiti esperimenti sul comportamento dei fluidi; e una stampante 3D, di cui sarà valutato il funzionamento in assenza di peso per la costruzione di futuri pezzi di ricambio spaziali. Le ricerche italiane riguarderanno tra l'altro verifiche su una delle possibili cause della sclerosi multipla, la misurazione delle funzioni vitali durante il sonno, lo sviluppo delle cellule a gravità zero, la perdita della massa muscolare, la sperimentazione di nanoparticelle contro l'osteoporosi e l'adattamento del cervello. Con sè, @AstroSamantha porterà ricordi della famiglia e degli amici, che ha potuto salutare venerdì, una serie di testi sul rapporto tra l'uomo e le stelle, dalle poesie alle equazioni, e la bandiera del team WeFly, unica pattuglia al mondo con due piloti su tre disabili. Perché, ha spiegato, «non bisogna accettare limiti artificiali». E neppure il limite del cielo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA