Senza Titolo
Sono innamorato dei nostri fiumi, il Ticino e il Po che sono solito percorrere in barcè e in canoa da quando ero ragazzo. Navigando da Pavia, l'arrivo al ponte di Spessa costituisce l'epilogo di una discesa ricca di fascino e meta ambita. Qui si conclude la fase fluviale dell'escursione che si svolge ora in solitario ora in gruppo di rematori o di canoisti della Canottieri Ticino, cui frequentemente si uniscono i "Vogatori Pavesi" i battellieri della Colombo, della Motonautica e del Cus. Lo sforzo compiuto viene gratificato alla Pro Loco ove si trova un'accoglienza cordiale: si è ricevuti come amici. Da questi incontri è nata un'apertura schietta tra i fiumaroli della Canottieri Ticino e l'Equipe della Pro loco: a partire dal dinamico, illuminato ed entusiasta presidente Pino Guardamagna, dalla moglie dello stesso Anna, da Gabriella, sino a Fiore ottimo per capacità operativa, a tenere i rapporti e a trovare la soluzione per ogni problema, e agli altri collaboratori come Domenico, Giovanni, Giancarlo, Dario e Gianni. L'attività della Pro Loco è degna di considerazione e di encomio. Gianni Brera così la descriveva: "…è un luogo straordinario sul fiume. Fuori c'è una balera, e un acquario con tutti i pesci del Po. Grande cucina, grande bevuta. Gente amica, gente timida". Quel personaggio assolutamente unico sconfinava volentieri da San Zenone alla Pro loco per incontrare uomini semplici e genuini e per compiacersi della validità dei piatti tipici della cucina e della generosità della cantina. Infatti, la sala grande della sede dell'Associazione è tappezzata di fotografie, di inserti di stampa e di oggetti che testimoniano lo strettissimo legame con il grande giornalista. A dicembre sarà rievocato nell'ormai tradizionale Paciada Breriana, alla presenza di personalità e di grandi firme del giornalismo sportivo. La Pro loco per trent'anni è un punto di riferimento per Spessa. E' conosciuta ed apprezzata ben oltre i confini locali per l'alto richiamo che ha saputo esercitare con le sue proposte. Musica, sagre, feste, iniziative culturali e benefiche. Ora sembra che la Pro loco debba cessare. Non sta a me - del tutto estraneo alle specifiche questioni burocratiche ed amministrative - esprimere valutazioni sulla sussistenza dei requisiti perché la Pro loco debba continuare ad esistere oppure "chiudere". Certo la Pro loco merita il più ampio sostegno di tutta la collettività locale per il lustro che ha dato e continua a dare al Paese: sia sotto il profilo dell'alto valore di quanto viene fatto nell'ambito sociale; sia sotto il profilo dell'immagine, del richiamo e dell'attenzione che viene dall'esterno per il paese di Spessa. La cessazione della sua attività porterebbe inevitabilmente ad una inestimabile perdita. Una realtà come la Pro loco, basata sul volontariato, sulla generosità intelligentemente armonizzata e coordinata, dovrebbe essere aiutata ed agevolata; non già venire oppressa ed annientata da un formale e cavilloso rigore (peraltro non infrequente in Italia) atto a bloccare lo spirito delle migliori iniziative. Personalmente voglio aggrapparmi ancora alla speranza del miracolo che la Pro Loco possa continuare a diffondere la sua luce di socialità e di cultura. Federico Martinotti avvocato e fiumarolo, Pavia