«Politica a Pavia» la comunità digitale candidata al S. Siro
PAVIA Per la prima volta una pagina Facebook è candidata a un riconoscimento civico: il gruppo "Politica a Pavia" è ufficialmente nella rosa dei candidati alle benemerenze di San Siro che saranno assegnate il prossimo 9 dicembre. Giovedì mattina, ultimo giorno utile per la presentazione delle candidature, si sono presentati in Comune i promotori dell'iniziativa: Andrea Rossetti, filosofo del diritto, Daniele De Chiara, direttore della rivista universitaria Kronstadt, Simone Marini, ricercatore, e Massimo Dagrada di Sel. Tre le motivazioni allegate alla candidatura: «Per il contributo attivo nel favorire il confronto dialettico tra le parti. Per aver reso un luogo virtuale uno spazio di incontro reale per la cittadinanza. Per aver favorito il difficile confronto e il dibattito pubblico senza intermediari tra la classe dirigente pavese e il resto della cittadinanza». Il gruppo è stato fondato da Mauro Vanetti, ingegnere e attivista politico di sinistra a ottobre 2010; attualmente conta 1714 iscritti tra i quali molti protagonisti della vita politica cittadina. La partecipazione coinvolge una vasta platea di soli lettori che manifestano la loro presenza con "like" e sporadici interventi. Alla base della richiesta di benemerenza sta la capacità del gruppo di mettere in contatto cittadini e amministratori senza lungaggini burocratiche: un "tag" e gli assessori spesso si rendono disponibili a dare informazioni o a rispondere a segnalazioni. Non mancano scontri: l'unico limite posto dall'amministratore è il divieto di pubblicare affermazioni fasciste, pena l'esclusione dalla pagina. Sorpreso Vanetti commenta: «L'idea portata avanti da alcuni iscritti mi ha stupito e fatto piacere. Voglio precisare che il riconoscimento non sarebbe per me, che non ho particolari meriti, ma per i 1714 membri che hanno contribuito alla nascita e crescita di questo modo liquido di partecipare alla vita politica della città». Rossetti, primo firmatario e docente di informatica giuridica alla Bicocca, racconta: «Con i miei studenti abbiamo fatto una ricerca su pagine analoghe a "Politica a Pavia" nel panorama italiano: tra decine di casi simili, non abbiamo trovato nessun gruppo che avesse la rilevanza e le caratteristiche del caso pavese. I nuovi media possono essere costruttivi per la dialettica e la risoluzione dei problemi reali ma è importante l'uso che se ne fa. "Politica a Pavia" si è distinto per utilità e civiltà rispetto ad altre realtà "social"». Riccardo Catenacci