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PAVIA Il Pgt è da variare ma non da buttare nEgregio direttore recentemente si è riacceso il dibattito sulla necessità di una revisione del Pgt di Pavia e, come Ordine professionale già impegnato sul tema, ci permettiamo di esprimere alcune doverose riflessioni, riguardo alle diverse opinioni emerse. Alcuni gruppi e associazioni hanno sostenuto la necessità di revocare lo strumento urbanistico, presentando un ricorso al Tar e chiedendone l'annullamento. D'altro canto, l'assessore all'Urbanistica del Comune di Pavia ha annunciato la volontà di modificare rapidamente le norme relative al Centro storico e di procedere successivamente a una revisione del Documento di Piano, ovvero del documento strategico del Pgt. che si occupa in particolare delle trasformazioni urbane: l'Ordine degli Architetti concorda su tale nuovo indirizzo. In questa querelle preoccupa il fatto che l'Amministrazione comunale non si sia opposta al Tar in merito alla richiesta di annullamento dello strumento urbanistico, in quanto è nostra convinzione che non sia sufficiente il disaccordo su alcuni contenuti del Piano, da parte di codesta Amministrazione, per delegare ad altri (ricorrenti e tribunale) la decisione sul futuro urbanistico della città; il non "essere presenti" significa, anche, non considerare le gravi problematiche che si andrebbero a determinare con l'annullamento del Piano: blocco di tutti gli interventi edilizi, compresi quelli di recupero dell'esistente che, giustamente, il sindaco ha sempre sostenuto, e pioggia di ricorsi privati. L'Ordine degli Architetti, avendo partecipato attivamente al processo di discussione del Pgt, presentando critiche e proposte alternative, in parte coincidenti e in parte ancor più coraggiose di quelle oggi avanzate, ritiene molto pericoloso e poco produttivo annullare uno strumento senza prima avere una chiara e condivisa proposta sulle modifiche da introdurre. Vale la pena ricordare che gli ultimi due Prg della nostra città hanno richiesto più di sette anni ciascuno per la loro approvazione. Alla luce di quanto sopra, riteniamo molto più efficace e utile, per la città e per le attività economiche, attivare un dibattito sul futuro urbanistico e procedere con interventi in varianti mirate, che evitino vuoti o sovrapposizioni normativi e salvaguardino le parti del Piano che funzionano. Per tali motivi è indetto un confronto pubblico presso la nostra sede, il 16 dicembre alle 21, in cui saranno invitate le parti in causa, al fine di riprendere quel dibattito precedentemente interrotto e contribuire concretamente a un importante compito. Ordine degli Architetti della provincia di Pavia POLITICA La nascita di una vera Europa federale nLa riunione congiunta di lunedì scorso a Pavia, a Palazzo Mezzabarba, dei Consigli comunale e provinciale dedicata alla discussione e alla votazione di un appello rivolto al Governo italiano e alle istituzioni nazionali, a sostegno della nascita di una vera Europa federale, è stato un bel momento di partecipazione democratica. Come federalisti europei, vogliamo per questa ragione ringraziare ancora una volta i due Presidenti, Antonio Sacchi e Vittorio Poma, che hanno voluto e organizzato questa seduta, e insieme a loro i Consiglieri e le due Giunte, presenti con l'intervento del sindaco, del presidente della Provincia e di molti assessori. L'Europa è diventata una realtà troppo presente nella vita quotidiana delle Amministrazioni locali e dei cittadini per pensare di non doversi far carico a tutti i livelli della responsabilità di partecipare in modo consapevole al suo completamento e alla sua definizione. Il fatto che sia ancora una realtà ibrida, in cui gli Stati hanno scelto di unificare la moneta ma non la politica, le cui leve rimangono nelle mani nazionali, impedisce che l'Unione possa davvero funzionare, e che possa offrire le soluzioni e le risposte che la società si aspetta. Le regole rigide, le difficoltà a rendere automatica la solidarietà tra le diverse aree europee nascono da questa contraddizione, ed è quindi un dovere di tutti, ed in particolare di chi sceglie di impegnarsi in politica, contribuire a sanarla. Pavia ha voluto ancora una volta dare un contributo in questo senso, e lo ha fatto affrontando fino in fondo il dibattito sulle proposte che sono in questo momento in campo, e sul ruolo che il nostro Paese deve giocare perché quelle di tipo federale possano affermarsi. Queste proposte riguardano i passaggi cruciali per creare una vera unione economica e politica oltre a quella monetaria, in modo che l'euro possa essere uno strumento, come lo è il dollaro negli Stati Uniti, di un vero governo federale europeo. Solo uniti gli Europei possono pensare di reggere il peso della competizione globale e di difendere nel mondo i valori di pace, di libertà, di democrazia e di giustizia sociale in cui credono: Pavia ha voluto dirlo forte e chiaro, ed è un messaggio che il Paese e l'Europa non potranno ignorare. Luisa Trumellini Mov.to federalista europeo- Pavia SANITà Un medico di base che mancherà a tutti nApprofitto cortesemente della vostra rubrica per testimoniare la mia gratitudine e ,credo, quella di tutti i suoi pazienti a colui che, per tanti anni, è stato il mio medico di base. Tra pochi gioni infatti il dottor Francesco Chionna lascerà il suo incarico per godersi una meritatissima pensione dopo anni di intenso lavoro. Non vi nascondo che questa sua decisione mi ha colta di sorpresa e mi ha addolorata perché lui è stato per me non solo un bravissimo medico ma anche un amico che ha saputo sopportarmi con pazienza e professionalità durante i percorsi, non sempre facili, della mia vita. Sentiremo tutti la sua mancanza. Buon riposo dottor Chionna, e buon lavoro a colui che lo sostituirà. Con affetto. Rosanna De Salvo Pavia LAVORO Ancora un grazie al nostro direttore nCon queste poche righe vorremmo ringraziare il signor Giuliano, direttore del Full Moda di San Martino, per la sue serietà, la sua educazione, la sua umanità, la sua onestà e la sua professionalità. Valori che a volte, in questi momenti difficili e con la "scusa" della crisi, non contano niente. Un abbraccio. I dipendenti del Full Moda San Martino Siccomario la polemica Multe, ecco chi ci guadagna nFaccio riferimento alla lettera del sig. Magnaghi, pubblicata sabato 15. Riguardava "La strategia dei vigili", i quali spesso per il controllo della velocità adottano apparecchiature telelaser non opportunemente segnalate se non addirittura occultate. Il Codice prevede che "le postazioni di controllo e rilevazione di velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili". Inoltre per le postazioni mobili "possono essere utilizzate segnalazioni fisse solo se il posizionamento è stato pianificato e non abbia carattere occasionale". La giurisprudenza fa scuola ma i Giudici di Pace non sempre sono attenti ad accogliere queste osservazioni, al contrario sono più inclini nei confronti dell'ente impositore anche quando, senza una reale situazione di pericolo, usa un freddo strumento di controllo in modo vessatorio (che di questi tempi non sembra il massimo). Ma che importa, hanno guadagnato gli enti locali, le Poste, la ditta privata che ha venduto o noleggiato lo strumento e lo Stato che ha incassato il contributo unificato: solo l'automobilista ha pagato, oltre l'ammenda e la perdita di punti, anche il bollo di 43 euro per il ricorso che quasi inevitabilmente ha perso. Naturalmente tutto ciò non per fare cassa ma per la sicurezza, anche quella delle strade che non asfaltano e delle buche che non chiudono. Eppure la legge impone di utilizzare gran parte dei proventi delle contravvenzioni (art. 208) per la sicurezza. Loro possono, noi no. Bruno Clenzi San Genesio