Cina, intesa Fincantieri-Carnival
TRIESTE Fincantieri esplora con Carnival l'orizzonte cinese: il memorandum d'intesa con China state shipbuilding corporation, la società dei cantieri del governo di Pechino, apre la via a una joint venture che potrà portare il gruppo italiano ad affermare la leadership globale nella costruzione di navi da crociera. La notizia è stata salutata positivamente dagli investitori: il titolo è cresciuto oltre il 2,5% e ha chiuso guadagnando l'1,94%, in un giorno molto positivo per tutta la Borsa di Milano. A guidare l'espansione orientale di Fincantieri è la più grande classe media del mondo. I cinesi spendono sempre di più in vacanze: all'estero sono diventati i primi al mondo, ma anche in patria la spesa cresce. A inizio ottobre, durante la Golden week, la spesa in alberghi e ristoranti è cresciuta del 52,2% rispetto al 2013 secondo i dati di China UnionPay, l'associazione delle carte di credito. Il mercato cinese delle crociere è ancora un cantiere: nel 2013 i crocieristi sono stati appena 570 mila, nel 2015 potrebbero già essere un milione, entro il 2020 il Ministero del turismo di Pechino stima che saranno 4,5 milioni, superando gli Stati Uniti e diventando il primo mercato. Le barriere all'accesso sono rilevanti: le rotte domestiche possono essere navigate solo da società cinesi, e le compagnie possono acquistare navi all'estero pagando una tassa del 30% sul prezzo della nave, che - per le grandi ammiraglie - supera di per sè i 500 milioni di euro. Pechino ha così cercato due partner occidentali, individuando Fincantieri per la costruzione e Carnival quale operatore. La cooperazione potrà così muoversi anche in Cina, dove la prima nave a entrare nel 2006 è stata proprio di Costa Crociere, società del gruppo Carnival. L'obiettivo di Fincantieri, che ha definito «storico» l'accordo, è «una presenza forte nei mercati che assicurano un futuro», ha detto l'amministratore delegato, Giuseppe Bono. Mentre molti investitori cinesi fanno shopping in Italia, Fincantieri si presenta alla pari a Pechino, e oltre alla realizzazione delle navi potrebbe aprire anche lo spazio per fabbricare sistemi e componenti navali. L'accordo nei prossimi mesi. Dopo anni difficili, l'industria delle navi bianche in Occidente si sta riavvicinando ai livelli ante-crisi, con 13 ordini a settembre. Fincantieri ha chiuso i primi nove mesi con ricavi in crescita dell'8,1% a 2,93 miliardi. «Stranamente noi non abbiamo competitors» ha detto Bono in audizione al Senato. L'accordo con il governo cinese sembra dare valore all'affermazione, estendendone la portata.