Matrimonio spa: a Roma il "sì" costa caro

ROMA Dai 100 ai 300 euro per un matrimonio, dai 50 ai 100 per un battesimo, che è più o meno in linea con il prezzo di un funerale. Ma anche le messe per i defunti, le cresime e le comunioni sono spesso celebrate a tariffa fissa o con un minimo di offerta stabilito. Se Francesco da Assisi si spogliò dei suoi panni da mercante per mettere il saio del frate, alcuni parroci, oggi, hanno compiuto il percorso inverso: sotto la talare, infatti, nascondono un'anima da . C'è da dire, però, che il tariffario non è sempre omogeneo e non sono pochi i sacerdoti onesti che continuano ad accettare soltanto offertelibere. Quelle offerte obbligate. La città eterna è da sempre uno dei luoghi più romantici per celebrare i matrimoni, la scena ideale perché il sì definitivo sia davvero speciale. Come tutte le cose belle, però, le chiese del centro di Roma hanno un prezzo: 270 euro, per la precisione, se parliamo di quelle del centro storico. La tariffa è fissa e appesa negli avvisi in bacheca a S. Anselmo e nella basilica di S. Alessio sul colle Aventino. Nelle chiese di San Bonaventura e San Sebastiano al Palatino, invece, il tariffario è consultabile online. «Il prezzo - si legge - corrisponde a quanto disposto dal Vicariato di Roma», cioè a quello che dovrebbe essere il tetto massimo, per chi vuole sposarsi al di fuori della propria comunità d'appartenenza. D'altronde, come ammettono all'ufficio di matrimoni di S. Alessio: «Noi non siamo una parrocchia». Sono luoghi di culto senza una comunità di fedeli, chiese in affitto per chi cerca la location ideale per il suo matrimonio. Roba da wedding planner, altro che Papa Francesco. Il tariffario di Pistoia. A volte, però, i fedeli non prendono bene i tariffari affissi dai loro pastori. Soprattutto quando si tratta di parrocchie vere, anche di piccole comunità: è il caso di Villa di Baggio, un paese di 500 anime in provincia di Pistoia. Il parroco, Don Valerio Mazzola , aveva infatti appeso agli avvisi parrocchiali una vera e propria lista, dove si chiedevano 190 euro per i matrimoni, 90 per i funerali e i battesimi. I parrocchiani, infuriati, hanno pensato di scrivere direttamente a Papa Francesco. «In quanto tariffa fissa, possiamo chiedere la fattura?» chiedevano nella lettera indirizzata al Santo Padre, dove sottolineavano, inoltre, come la Curia di Pistoia fosse a conoscenza della pratica del listino prezzi. «Come facciamo ad insegnare ai nostri bambini la carità cristiana e la fede quando proprio il nostro parroco non dà il buon esempio?» chiudevano la lettera con questa domanda ineludibile, a cui Francesco ha risposto, almeno a parole, con l'omelia di ieri.(a.s.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA