Bollette acqua, scattano gli aumenti

CERANOVA Ancora posti disponibili nella palestra comunale per gli hobbisti che vogliono partecipare ai mercatini di Natale organizzati dall'amministrazione per il 14 dicembre. Sono già 25 le bancarelle di oggettistica che hanno aderito all'iniziativa, giunta all'ottava edizione, ma i posti complessivi sono 40. Chi è interessato può contattare il Comune Il costo è di 10 euro. "Offriamo un locale coperto e riscaldato – spiega Gino Li Vigni, consigliere comunale di maggioranza, con delega alle attività produttive – per questo chiediamo una quota minima di iscrizione, in modo da rifarci delle spese". Per prendere parte alla manifestazione è necessario non avere partita Iva. "Altrimenti sarebbero necessarie certificazioni particolari – precisa Livigni -. Il mercatino non è aperto solo agli hobbisti, ma anche a tutti coloro che intendono mettere in vendita i propri oggetti, come ad esempio libri, giocattoli, dischi". (st.pra.) PAVIA La conferenza dei sindaci della provincia di Pavia ha deciso: verranno spalmati nel corso degli anni gli aumenti tariffari del servizio idrico. Nel 2014 l'incremento sarà del 6,5% e nel 2015 di un altro 6,1%. Quindi non ci sarà l'aumento del 18% in due anni, come aveva stabilito l'Ato, recependo la determina dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas. Questo il parere arrivato dai 96 sindaci presenti ieri pomeriggio nella sala dell'Annunciata. «Si è tenuto conto del difficile momento economico del Paese – spiegano – e un aumento troppo elevato delle tariffe finirebbe per non tutelare i cittadini , per questo si è optato per un ulteriore slittamento dei conguagli che riguardano gli anni 2012 – 2013, limitando così gli effetti sulle bollette degli utenti». Ma prima che la questione arrivi in consiglio provinciale, toccherà alla Provincia chiedere a Pavia Acque, l'ente gestore, di accettare la dilazione. La proposta uscita dalla maggioranza dei Comuni presenti prevede che la tariffa sia dell'8,2% nel 2016, dell'8,7 nel 2017, per poi scendere al 2,2 nel 2018. Nella delibera dell'Ato invece la quota tariffaria nel 2016 era di 6,2, dello 0,9 nel 2017 e del 2,2 nel 2018. Per il sindaco di Vigevano Andrea Sala, presidente dell'assemblea, "non è stato possibile trovare una soluzione migliore". «Vanno ammortizzati gli investimenti effettuati – spiega – ma si è voluto tener conto della grave situazione economica in cui si trovano molti utenti». Arriva da alcuni sindaci della Lomellina la proposta di modificare il piano tariffario per dare più ossigeno ai cittadini. "Gli aumenti devono essere correlati agli investimenti – dicono -. E' chiaro che si richiede a Pavia Acque una spending review per trovare le risorse per ulteriori interventi, ma intendiamo anche ricevere un'informazione periodica sui lavori e sui risultati". Ato mostra che su 1 euro di tariffa, i contratti di conduzione delle società territoriali di Pavia Acque, incidono per la metà, 9,5 centesimi è il valore dei mutui dei Comuni, 6,1 quello delle aziende, 1,6 i costi Ato, "già efficientati del 35%", sottolinea il direttore Giampiero Acciaioli. «Gli investimenti e le manutenzioni vanno effettuati, si tratta di salvaguardare l'ambiente – sottolinea il presidente della Provincia Daniele Bosone – e la tariffa è l'unica garanzia di Pavia Acque per fare investimenti». Certo, dice Bosone, «bisogna guardare ai costi delle società partecipate dai Comuni, costi che vanno migliorati». E l'indice viene puntato sui circa 36milioni e 552mila euro spesi dalle società operative territoriali. Secondo una stima che si riferisce al 2014, salvo conguaglio, i costi per Acaop sono di 3milioni e mezzo, per Asm Voghera di 7milioni e 116mila, Amiacque di 2milioni e 833mila, Asm Pavia di 10milioni e 829mila. La Broni-Stradella costa 1milione 361mila,Asm Vigevano 7milioni e 144mila, As Mare 1milione e 638mila, Cbl Mede 2milioni e 100mila. La dilazione delle tariffe non convince però tutti i sindaci. Ad esprimere parere contrario sono: Mezzana Bigli, Sannazzaro, Casei Gerola, Corana, Silvano Pietra, Bastida, Sant'Alessio, Siziano, Ceranova e Bornasco. Si astengono invece San Martino, Cava Manara, Sommo e Langosco. Per alcuni di loro "il rischio è di un eccessivo incremento per gli anni successivi". Stefania Prato