Zandalasini: «Io e mia sorella? Forse la batto ancora»

CAVA MANARA Dopo i due punti nel derby da ex con l'Olympia Voghera Andrea Zandalasini ne ha messi 31 contro Lesmo per la vittoria dell'Omnia Cava contro la squadra brianzola. «Ho un po' di problemi fisici, ma nella gara di Voghera ho avuto proprio un calo. Non credo sia stata colpa della tensione, sono quelle le gare da giocare con maggiore intensità. Con Lesmo ero arrabbiato perché avevamo perso di un punto con l'Olympia giocando male. Avevo voglia di rivincita». L'Omnia Cava, insieme a Voghera, Vigevano e Robbio, si sta giocando il primato nel girone B di C regionale. La guardia che passa il metro e novanta di altezza faceva parte della banda dei giocatori che l'anno scorso ha vinto a Voghera con Celè. Il divorzio è stato molto polemico con la società iriense che ha rifatto la squadra dopo che i quattro giocatori principali erano andati via. Anche il giocatore vuole dire la sua su come è andata. «Mi hanno dato del mercenario e sono uscite cose non vere dopo che ho giocato tre anni in C1 facendo molti sacrifici – replica - Con i dirigenti vogheresi avevo detto che mi sarei guardato in giro, loro hanno scelto Petitti che mi ha allenato due anni all'Edimes e a Tortona. Lo rispetto, ma non ho avuto un grande rapporto con lui». Andrea è il fratello della più famosa Cecilia, giocatrice lo scorso a Sesto San Giovanni in A2 e ora a Schio in A1. Nel cortile con il canestro da basket della casa di Broni, dove vive la famiglia, i due hanno iniziato a giocare insieme. «Da ragazzino giocavo insieme in cortile», racconta Andrea che è molto legato alla sorella e quando può va ad assistere alle partite dal vivo oltre a vederle in streaming. «Domenica gioca a Parma e andrò, finora è tornata a casa solo un giorno per fare la patente e poi è andata a Schio. L'anno scorso è venuta a vedermi in qualche gara a Voghera». Andrea e Cecilia giocano entrambi come esterni, «se dovessimo giocare uno contro vincerei io, ma non sarebbe facile perché lei ha la mano migliore», ma nel sistema a quattro piccoli di Celè, Andrea è in pratica un lungo perché è l'elemento con più centimetri della squadra dopo Ragni. Finora questo sistema sta funzionando, visto che siamo quarti. «Nei play off ci possiamo stare fino alla fine. Siamo una squadra atipica che può perdere e vincere con tutti ed è sorretta dall'entusiasmo», dice la guardia che studia ingegneria civile e lunedì ha l'ultimo esame di Geotecnica prima della tesi. «Il basket è un sogno, ma giocando in C non si campa». Marco Quaglini