Dipendenti Maugeri presidio in Regione
PAVIA Si sono organizzati autonomamente grazie al tam tam su facebook, e ieri mattina erano in una trentina al Pirellone. Lavoratori della Maugeri "in lotta" da Pavia, ma anche dal Piemonte, dalla Liguria. Senza i sindacati, impegnati in queste settimane nella trattativa con i vertici della fondazione sui tagli ai costi – in particolare del lavoro – messi sul piatto dal neo presidente per evitare esuberi e salvare l'azienda messa in ginocchio da vicende giudiziarie (inchiesta sui fondi neri) e spending review. I lavoratori Hanno voluto dare un segnale agli amministratori regionali: «Siamo già all'osso", hanno scritto su uno striscione. Basta tentennamenti, Maugeri deve essere un affare che riguarda la Regione che, di fatto, la finanzia. La fondazione in crisi conta 3500 dipendenti e 21 centri, il 98% dei suoi ricavi deriva dalle convenzioni con il sistema sanitario nazionale. I lavoratori sono stati fatti entrare al Pirellone, la consigliera 5 stelle Iolanda Nanni, che pochi giorni fa con una nota aveva di nuovo sollecitato l'assessore alla salute Mario Mantovani a occuparsi della questione con gli strumenti propri della Regione stessa, ha organizzato un incontro con alcuni consiglieri regionali e l'assessore alle attività produttive Mario Melazzini, medico ed ex dipendente Maugeri. Melazzini ha di fatto ribadito l'impossibilità per Regione Lombardia di intervenire nell'autonomia gestionale di una fondazione privata ma, riferisce Nanni, «ha riconosciuto che sino ad oggi la fondazione Maugeri non ha presentato un piano industriale per superare le difficoltà attuali. Io ho eccepito che Regione Lombardia ha tutti gli strumenti giuridici ed istituzionali per intervenire nell'immediato».Il presidente della commissione sanità Fabio Rizzi non ha potuto incontrarli, ma esprime pubblicamente e personalmente vicinanza e solidarietà, come già fatto con la lettera del 17. Solidarietà anche dal consigliere Pd Giuseppe Villani. @anna_ghezzi ©RIPRODUZIONE RISERVATA